“Sunny Days”, vivere in un OPG

Stefano Ciannella e Adolfo-Ferraro autori del libro "Sunny Days"

Sunny Days. Le ore hanno i minuti contati” è un libro nato dalla collaborazione tra Stefano Ciannella, fotografo, e Adolfo Ferraro, psichiatra di professione e direttore per diversi anni dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Aversa. Si tratta di una raccolta di quaranta fotografie scattate tra le mura dell’OPG che raccontano la storia di una persona che vive dolorosamente il proprio rapporto con la malattia mentale.
Le foto scattate rappresentano delle mani che chiedono aiuto o che, inevitabilmente, comunicano qualcosa. La scelta di questa parte del corpo va ricondotta all’idea che la mano rappresenti la forma meno identitaria, ma molto funzionale all’identificazione. «Ero già in pensione quando un pomeriggio mi telefona Stefano – spiega Adolfo Ferraro – e mi racconta di aver trascorso dei mesi nel manicomio giudiziario e di aver fotografato solo le mani di internati, psichiatri, infermieri, magistrati e assistenti sociali. È in quel momento che ho deciso di dover descrivere una storia tragica dove non c’è colpevole ma dove tutto entra in un meccanismo nel quale non esiste più né bene né male, dove la normalità è il delirio». Sunny days vuole rappresentare quel raggio di sole e quel tentativo di vedere la bellezza che mai si nasconde se tu sei in grado di cercarla, di vederla e di riconoscerla.

«Sunny days è quella luce che entrava tra le sbarre di questo luogo disperato mentre assistevo ai colloqui tra pazienti e psichiatri. Benché sei mesi nell’OPG siano stati terribili da un punto di vista psicologico – racconta Stefano Ciannella – queste visite mi hanno enormemente arricchito e mi fanno ancora di più pensare che sia un argomento e una materia di cui essere portatori sani. Sono entrato in un mondo incredibile che però mi era familiare perché la follia nel modo meno stereotipato, in qualche modo, alberga nell’animo dell’artista e nell’animo di tutte le persone che vivono la curiosità in maniera autentica ed innocente».

di Giovanna Cirillo

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018