Striscia e il body shaming contro Giovanna Botteri

Redazione Informare 03/05/2020
Updated 2020/05/03 at 8:47 PM
5 Minuti per la lettura

Nelle ultime ore il programma televisivo “Striscia la notizia” è finito (di nuovo) nella bufera mediatica: l’accusa mossa al tg satirico, questa volta, è di body shaming contro Giovanna Botteri, la corrispondente Rai da Pechino.

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Oggetto delle polemiche un servizio mandato in onda da Striscia il 28 aprile scorso, in cui l’inviata viene “elogiata” per essersi mostrata in uno degli ultimi collegamenti Rai con una nuova messa in piega, rispondendo così a chi l’aveva derisa sui social per il proprio aspetto poco curato. In effetti, Giovanna Botteri non è nuova a questo tipo di ironia da parte del pubblico: in particolare negli ultimi tempi, da quando la giornalista occupa quotidianamente uno spazio in tv per raccontare la situazione sanitaria in Cina, sono piovuti meme e tweet che evidenziano la scarsa fantasia della Botteri in materia di abbigliamento, poiché indossa solo maglie nere tutte uguali, e la poca attenzione che dedica alla sua pettinatura. Non sono mancate le insinuazioni secondo cui, alla trascuratezza  dell’aspetto estetico, corrisponda di natura anche una scarsa igiene personale. Da qui sono nate le accuse di body shaming contro l’inviata.

Il servizio incriminato

Il servizio di Striscia, nel dettaglio, rappresentava la Botteri prima con un una chioma scintillante e piena di lustrini, con la voce di Michelle Hunziker che si congratulava per la bella messa in piega, e poi dentro una vasca da bagno, con Giorgio Gaber che canta “quasi quasi mi faccio uno shampoo”. Le critiche, poi, sono state indirizzate anche alla Hunziker che, in quanto promotrice delle battaglie contro la discriminazione femminile e in quanto donna, avrebbe potuto evitare di prestarsi al teatrino messo in scena durante la puntata. Non è ovviamente mancata la difesa della stessa redazione di Striscia, che si è affrettata a diramare un comunicato in cui si ribadisce la posizione del programma a favore della Botteri e non contro. Quel che è certo è che il servizio tutto era tranne che un elogio dell’operato e della carriera della giornalista, men che meno nella parte in cui si apprezza la sua piega che, parliamoci chiaro, in realtà è solo ancor più spettinata del solito. E poco dovrebbe importare. 

La riposta della Botteri

Giovanna Botteri, dal canto suo, aveva finora taciuto riguardo la vicenda social, probabilmente per non dare spazio ad ulteriori polemiche su un tema già ampiamente dibattuto, che vede le donne troppo spesso criticate in ogni singolo aspetto della loro esteriorità. Ma si sa, a tirare troppo la corda poi rischi di spezzarla ed evidentemente la risonanza del filmato di Striscia ha spinto la giornalista a ribattere una volta per tutte. La riposta è infatti arrivata tramite una lettera aperta che la Botteri ha redatto con intelligenza ed efficacia, affermando la propria posizione contraria riguardo le polemiche che l’hanno vista protagonista, ribadendo anche la poca attenzione sociale che tali critiche dovrebbero riscuotere, in quanto inutili e fuori luogo.

“Qui a Pechino – scrive – sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo.”

Prendere dunque la vicenda non in quanto fine a se stessa, ma cogliendo l’occasione per riflettere sulla situazione socioculturale in cui ci troviamo, soprattutto in Italia, e sul ruolo che deve e può avere una giornalista. Lavorare affinché nessuno pretenda che una donna intenta a fare il proprio mestiere debba scivolare in polverosi stereotipi che ormai dovrebbero essere stati del tutto accantonati. Auspicando che un giorno, guardando un servizio della Botteri, si sappia porre l’attenzione su ciò che sa  comunicare. E la sua professionalità, per fortuna, permette questo sforzo. 

di Lucrezia Varrella

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