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Stabilimenti balneari: bufera sui “divieti arbitrari” in spiaggia

Rosa Di Gennaro 09/06/2022
Updated 2022/06/09 at 4:15 PM
4 Minuti per la lettura

L’accesso libero alle spiagge ha assunto tutti i connotati di una vera e propria battaglia.
È di questi giorni la polemica mossa dal Sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione che ammonisce i titolari di concessioni balneari per le immotivate regole cui sottopongono i clienti.

Trovo intollerabile perquisire, all’ingresso dei lidi balneari, le borse frigo delle famiglie per impedire l’accesso ai lettini di panini preparati da casa. A Bacoli questi scempi devono finire”: queste le parole del primo cittadino che evidenzia i tratti oscuri di coloro che risulterebbero essere semplicemente concessionari di un bene demaniale, ovvero di un patrimonio pubblico.

Cosa dice la legge

La materia è regolata anche dalle Regioni e dai comuni.
Oltre all’articolo 11 della legge n. 217 del 2011 che prevede “il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione“, la legge n. 296 del 27 dicembre 2006, all’art. 1 comma 254, prevede che siano le Regioni a dover “individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili” e a “individuare le modalità e la collocazione dei varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione“.

Per essere sempre aggiornati sui divieti l’ideale sarebbe rivolgersi alla Capitaneria di Porto.

Cosa dobbiamo sapere

Gli stabilimenti balneari dovrebbero consentire l’accesso ed il transito gratuito per il raggiungimento della battigia al fine della balneazione. Impedirne l’accesso o chiedere il pagamento di un ticket è una violazione di legge eccetto qualora si usufruisse dei servizi messi a disposizioni dal lido, come per esempio ombrellone, sdraio, docce e cabina.
Per battigia si intende la striscia di sabbia su cui l’onda va a infrangersi. Insomma l’accesso al mare è totalmente gratuito.
La negazione di questo diritto giustificherebbe l’intervento dei vigili i quali avrebbero l’ingrato compito di redigere un verbale ai danni del gestore della struttura.

Diversa è la questione di sdraio ed ombrelloni la cui normativa è piuttosto vaga è fallace, infatti garantisce un generico diritto alla fruizione della battigia non solo ai fini della balneazione , ma non chiarisce esattamente cosa si intenda per fruizione. Di fatto, però, anche su una spiaggia libera non si possono lasciare sdraio, ombrelloni ed affini per un tempo prolungato in quanto la Polizia potrebbe provvedere al sequestro.

Così come per sdraio ed ombrelloni, anche per gli impianti sportivi non è fatta eccezione; non è infatti consentito tenere in piedi installazioni di campi sportivi da beach volley, football, tennis etc.

Non esiste una normativa nazionale che regolamenti le partite in spiaggia, ma il buon senso dovrebbe farci evitare di arrecare disturbo agli altri ospiti della spiaggia.

Mangiare in spiaggia è un’attività assolutamente consentita purché si rispetti l’ambiente non lasciando in giro avanzi e/o plastiche.
Lo stabilimento balneare non ha un monopolio sulla ristorazione.

Nessuna legge vieta l’ingresso dei cani in spiaggia a patto che indossino guinzaglio e museruola eccetto per le aree “dog free” in cui si è liberi di far rilassare i propri amici a quattro zampe.

Malgrado le numerose richieste di divieto, fumare in spiaggia (in quanto all’aperto) è ancora consentito. Resta, invece, sempre vietato abbandonare mozziconi di sigaretta.

Insomma non ci resta che affidarci al buon senso dei concessionari di licenza balneare.

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