SPECIALE. Il magistrato e la società civile: l’intervento del coach Massimo Antonelli

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Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si è fatto promotore di un convegno di gran rilevanza e per la cui sede è stata scelta Castel Volturno: città simbolo di enormi potenzialità che hanno avuto difficoltà ad emergere a causa di un connubio tra malagestione politica e criminalità organizzata. Il convegno ha un titolo emblematico: “La valorizzazione del territorio: il ruolo della società civile e il contributo del magistrato”. Ad esplicitare questo tema autorevoli relatori del mondo della magistratura e dell’avvocatura. Di seguito l’intervento del fondatore della TAM TAM basket Massimo Antonelli:

«Essere tra le realtà positive del territorio è un orgoglio: sono tante le associazioni che meritano e che lavorano fortemente qui a Castel Volturno. Noi siamo una di quelle e mi fa piacere portare l’esperienza di Tam Tam soprattutto in un territorio di cui si parla sempre male. C’è speranza ed è proprio quello il messaggio che portiamo. Molti conoscono la nostra storia ed è per questo che non mi soffermerò su quest’ultima, ma questi ragazzi hanno riscontrato molteplici difficoltà, non potevano giocare perché le regole federali della DIP prevedevano alcune limitazioni. La nostra è stata una vera e forte rivendicazione dei diritti.

Quando nel 2017 sono andato ad iscrivere i ragazzi al Campionato Federale di basket, i regolamenti non permettevano una presenza maggiore di due stranieri per squadra. Essendo la mia squadra formata interamente da figli di stranieri, non gli era permesso partecipare. Lo sport è uno dei tre pilastri fondamentali per la formazione dei giovani: uno è la famiglia, poi la scuola e successivamente lo sport. Se manca uno di questi, la formazione non avviene in modo totale e la società ne paga le conseguenze. Grazie ai social, al “tam tam” anche sulle televisioni, abbiamo scosso le coscienze di chi governa lo sport, e infatti è stata istituita una legge: la norma salva “Tam Tam”. Oggi grazie a quest’ultima in Italia più di 800.000 ragazzi possono praticare qualsiasi sport senza limitazioni. Se si vuole, si può fare e se il messaggio proviene dai ragazzi possiede doppia forza!».

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C’è qualche ragazzo che pensi possa dare una testimonianza del vostro lavoro?

King: «È molto importante l’opportunità di essere riconosciuti come associazione positiva che lavora sul territorio. Vorrei dire una cosa che ho letto nella Bibbia che mi ha cambiato molto ed è: “come un uomo pensa, così è”. Mi spiego meglio: tu sei come pensi, se pensi male agisci di conseguenza. Quando io ho capito questo, mi sono spiegato il comportamento di certi individui. Iniziare a cambiare mentalità, concentrarsi sulle cose importanti e necessarie, è così che la vita diviene ricca!».

Quanto è stato importante nella tua formazione incontrare Massimo?

«Per tutti noi è stato fondamentale, ci ha formati, ci ha cambiato la prospettiva di vedere le cose. Crescendo in un contesto che potrete immaginare, siamo stati un po’ limitati alle piccole cose che i nostri genitori potevano offrirci. Incontrando Tam Tam ho capito l’importanza dello sport, ma anche di eventi come quello di oggi perché raramente si vedono dei ragazzi, perlopiù stranieri che partecipano attivamente a queste manifestazioni. Sono molto felice e fiero di quello che siamo!».

Le sue dichiarazioni per Magazine Informare

Il Tam Tam basket è una società sportiva che si occupa e allena ragazzi di diversa etnia. Quest’ultimi, però, sono stati inizialmente esclusi dal campionato nazionale. Pensa che la vostra presenza al convegno possa servire per sensibilizzare le istituzioni nei confronti di società che, come voi, si occupano di sport, ma soprattutto del sociale?

«Credo che la presenza di Tam Tam abbia un doppio valore: simboleggiare l’attività sportiva a favore dei ragazzi, che è molto importante, ma anche la possibilità di lanciare un messaggio di speranza. Il cambiamento è possibile perché attraverso la nostra storia abbiamo lottato per i diritti di questi ragazzi. Se si rivendicano dei diritti giusti, questi vengono ascoltati. Per valorizzare il territorio credo che tutti, comprese le associazioni, debbano fare la propria parte. Tam Tam cerca di farlo svolgendo la sua attività sportiva come tanti altri fanno nel sociale qui a Castel Volturno. Mi sento di dire che noi svolgiamo questo doppio ruolo in maniera abbastanza positiva».

Quest’evento ha come principale obiettivo la valorizzazione del nostro territorio. Secondo lei come potrebbe avvenire nel concreto a Castel Volturno? Ma soprattutto, quest’evento darà lo start al cambiamento a cui si aspira?

«Il solo fatto che quest’evento sia stato promosso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dai magistrati che sentivano il bisogno di dare un segnale qui a Castel Volturno, è fondamentale. Io credo che il cambiamento sarà possibile, ma ognuno deve fare la sua parte. Noto una vocazione turistica di questo territorio, oltre quella agricola, e vorrei aggiungere anche una vocazione sportiva. Spero, in un futuro, di poter riuscire in questo anche tramite iniziative che possano coinvolgere maggiormente i ragazzi non solo locali, ma anche da tutta Italia, Europa e del mondo».

 

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