I report pubblicati nel corso del 2025 su salute, povertà, corruzione e ambiente restituiscono l’immagine di una Campania sospesa tra criticità strutturali e segnali di miglioramento ancora insufficienti. Vecchi e nuovi problemi continueranno a pesare sulla regione anche nel 2026, mentre i cittadini campani attendono soluzioni.
Rapporto AGENAS sulla salute
Il Programma Nazionale Esiti 2025 dell’AGENAS, basato su 218 indicatori di qualità dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali, segnala un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, ma il quadro resta allarmante. Persistono forti disuguaglianze territoriali riguardo tempestività delle cure ed esiti delle procedure salvavita. Napoli occupa un ruolo centrale: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II è l’unica struttura campana tra le migliori in Italia in almeno sei aree cliniche. Ottimi risultati anche per l’Istituto Nazionale Tumori di Napoli e la Fondazione Evangelica Betania, eccellente in oncologia, ambito osteomuscolare e settore gravidanza e parto. Accanto a queste gemme rare emergono gravi criticità in altre strutture dell’area metropolitana, come Pozzuoli e Castellammare, con mortalità superiore alla media e ritardi nei percorsi di cura. A Caserta, in una provincia che arranca, spicca il Pineta Grande di Castel Volturno per performance elevate in specifici ambiti clinici. Il PNE si conferma uno strumento strategico per ridurre la disomogeneità dell’assistenza che incide sul diritto alla salute dei cittadini.
Rapporto Caritas sulla povertà
Il rapporto Caritas evidenzia come molti campani rinuncino alle cure sanitarie per motivi economici. Napoli e Caserta soffrono una forte pressione urbana, con emergenza abitativa e lavoro povero; Avellino e Benevento registrano invece isolamento sociale, invecchiamento e spopolamento giovanile.
Le Caritas diocesane rispondono con centri di ascolto, mense, servizi per senza dimora, accoglienza per migranti e percorsi di accompagnamento lavorativo e abitativo. Emerge la necessità di un dialogo strutturato tra istituzioni e terzo settore perché la povertà richiede percorsi che restituiscano dignità.
A Napoli la povertà urbana è evidente: richieste di cibo, sostegno economico, accesso alle cure e alloggi di emergenza, con forti disuguaglianze nei quartieri più fragili. Caserta presenta condizioni simili, con una povertà radicata che colpisce famiglie numerose, anziani e lavoratori precari.
Rapporto Libera sulla corruzione
Nel 2025 la Campania è prima in Italia per persone indagate per reati di corruzione: 219 soggetti coinvolti e circa 18 inchieste avviate. Politici, amministratori, funzionari e imprenditori rientrano nel quadro di una corruzione diffusa e sistemica. Sebbene i dati non siano disaggregati per provincia, Napoli emerge come uno dei principali centri delle inchieste; Caserta, pur con numeri più contenuti, non ne è immune. I reati riguardano mazzette per certificazioni false, appalti in sanità, rifiuti e opere pubbliche, affidamenti di servizi, scambio politico-mafioso e concorsi truccati: un’area grigia che mina il buon funzionamento della cosa pubblica.
Rapporto Legambiente sull’ambiente
Secondo il rapporto Ecomafia 2025, la Campania è prima in Italia per reati ambientali. La provincia di Napoli guida la classifica con 2.313 illeciti. Le attività delle ecomafie interessano rifiuti, cemento illegale e traffici illeciti. Il 2025 è stato un anno da bollino rosso per gli incendi: 6.129 ettari bruciati, con Caserta seconda per superficie colpita e Napoli subito dopo. Il rapporto Ecosistema Urbano 2025 colloca Napoli e Caserta tra le ultime città per qualità dell’aria, mobilità, verde urbano e servizi. Nessun capoluogo campano rispetta i valori OMS mentre la raccolta differenziata regionale raggiunge il 58,05%, in crescita ma lontana dagli obiettivi. Inoltre a Napoli la crisi climatica si traduce anche in ingiustizia ambientale: in quartieri come Scampia le temperature estive superano spesso i 46°C, colpendo le fasce sociali più vulnerabili.
Alla luce di questi dati bisogna chiedersi se il 2026 sarà l’anno della svolta o dell’ennesimo rinvio da parte delle istituzioni.
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