Salviamo l’ambiente, sosteniamo la LIPU

Intervista al direttore generale Danilo Selvaggi

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informareonline-lipu-3La pandemia del Covid-19 ha ridotto drasticamente le nostre attività sociali, dando modo alla natura di rigenerarsi e mostrare quelle peculiarità che, da troppo tempo, sono distrutte e alterate dagli interventi sconsiderati dell’uomo.

A tal proposito abbiamo intervistato Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu, associazione ambientalista che si impegna a conservare la natura mediante l’educazione ambientale e la tutela della biodiversità italiana.

Come e quando è nata la Lipu? 

«La Lipu è nata nel 1965 con il nome di Lenacdu (Lega nazionale contro la distruzione degli uccelli), dall’iniziativa di un grande umanista e naturalista napoletano, Giorgio Punzo, con l’idea di contrastare la violenza distruttiva con cui all’epoca trattavamo gli uccelli e la natura. Da allora è passato oltre mezzo secolo, la Lenacdu si è trasformata in Lipu e tanti successi sono stati ottenuti».

Cosa sono e di cosa si occupano le Oasi della Lipu? 

«Le Oasi della Lipu sono aree molto belle e importanti, in cui la natura è protetta e studiata, la caccia vietata, e dove la gente può conoscere le bellezze della biodiversità e goderne. Oggi quasi tutte le oasi della Lipu sono riconosciute come Riserve dello Stato e aree protette della rete Natura 2000 europea. Ogni anno, circa 200mila persone le visitano».

Cos’è il programma Life?

«È un programma europeo con cui realizzare progetti a tutela della natura e dell’ambiente. Si tratta di uno strumento veramente essenziale per le politiche e le pratiche ambientali dell’Unione. La Lipu ne ha realizzati tanti e continua a realizzarne, in tema di reti ecologiche, tutela della rete Natura 2000, protezione di varie specie di uccelli, volontariato giovanile, lotta al bracconaggio».

Come ci dobbiamo comportare quando incontriamo degli uccelli o degli animali in stato di sofferenza?

«Anzitutto bisogna capire bene se gli animali hanno davvero bisogno del nostro aiuto. In alcuni casi non è così. Ad esempio, non dobbiamo raccogliere taluni pulcini (come i pulcini di merlo) che sembrano abbandonati, ma in realtà stanno solo seguendo i genitori. Spesso però il nostro aiuto serve, e per questo esistono i centri recupero della fauna selvatica, dove vengono curati. La Lipu ne gestisce 10 in varie zone d’Italia».

Il fenomeno del bracconaggio è presente in modo uniforme in tutta Italia? O ci sono zone più colpite rispetto ad altre?

«Ci sono alcune aree definite hotspots (Stretto di Messina, Delta del Po, Sulcis in Sardegna, Valli bresciane eccetera) dove il fenomeno è particolarmente radicato. Ma c’è un bracconaggio diffuso altrettanto problematico. Tuttavia, decenni di azione della Lipu, del mondo ambientalista e delle Forze dell’ordine hanno fortemente ridotto il fenomeno. Continueremo finché non sarà sparito».

È vera la storia che i pulcini toccati dagli uomini, vengono abbandonati poi dai propri genitori?

«Gli abbandoni in natura sono dovuti solitamente ad altre cause e non questa. In ogni caso, è bene lasciare che genitori e pulli, o cuccioli, vivano la loro vita senza essere disturbati». 

Nelle ultime settimane sono numerose le voci che parlano di correlazione tra la nuova rete 5G e la moria di uccelli, cosa sostiene La Lipu a riguardo?

«Non esiste alcuna evidenza scientifica. In generale, è importante sempre agire con cognizione di causa, evitando voci incontrollate. In ogni caso, stiamo analizzando anche questo fenomeno, per capirne di più».

Vi risulta che il mondo ornitologico sia stato intaccato dalla diffusione del Covid-19?

«No, non risulta alcun caso di uccelli contagiati da COVID-19».

Come possiamo aiutare in prima persona l’associazione nella sua missione?

«Il primo aiuto è quello materiale. Donazioni, iscrizioni, volontariato. Si tratta di dare una mano concreta, preziosissima alle nostre tante e impegnative azioni. Ma un aiuto è anche quello di fare la propria parte per cambiare in meglio il mondo. Impegnarsi per la natura, diffondere la cultura ambientale, favorire l’armonia tra le persone e la conoscenza. Se le persone fanno questo, la Lipu ha già vinto».

di Simone Cerciello
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°205
MAGGIO 2020

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