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REGIONALI. Pietro Consoli, capolista Forza Italia a Caserta: “Sanità mio primo obiettivo”

Redazione Informare 19/11/2025
Updated 2025/11/19 at 5:35 PM
6 Minuti per la lettura

In vista delle elezioni regionali campane, che si svolgeranno domenica 23 e lunedì 24 novembre, abbiamo ospitato nella redazione di Castel Volturno Pietro Consoli, medico specializzato in Anestesia e Rianimazione, candidato capolista di Forza Italia nella circoscrizione di Caserta.

Dott. Consoli, come mai la scelta di scendere in campo e candidarsi alle prossime elezioni in Campania?

«Da cittadino vorrei intestarmi delle battaglie, indipendentemente dalla candidatura. Ognuno di noi può fare battaglie per il bene dei territori, soprattutto se sei un amministratore. Io sono un medico anestesista, mi occupo di cardiochirurgia e di trapianti, ed è innanzitutto questo che deve caratterizzare ciò che sono. Non mi sentirò mai un politico, perché la politica la faccio già tutti i giorni nel dare risposte ai miei pazienti. Mi candido per avere un upgrade per le battaglie che voglio portare avanti. Tra queste c’è innanzitutto la sanità. Grazie alla mia esperienza di 17 anni nel settore, so benissimo su cosa bisogna intervenire. C’è la necessità di figure rassicuranti per la popolazione in base alla professione esercitata: in questo modo gli elettori si sentono ben rappresentati. Sono necessarie piccole cose ma concrete: una sanità che risponda alle esigenze dei pazienti, una sanità territoriale da garantire perché l’età media della popolazione è aumentata e, di conseguenza, anche le prestazioni sanitarie richieste; una medicina di base sul territorio, efficiente e specializzata, che preveda anche la rieducazione della classe medica».

A proposito di sanità, cosa ha sbagliato secondo lei la Regione Campania a guida centrosinistra?

«Penso che la Regione Campania abbia commesso diversi errori in ambito sanitario, al di là del tetto di spesa che ancora abbiamo, perché noi siamo stati una regione commissariata. Non è semplice gestire la sanità: credo che l’errore più grave sia stato fare entrare la politica nel mondo sanitario. La sanità non deve diventare il bacino clientelare per le campagne elettorali. I medici devono essere liberi e non devono essere assoggettati ai padroni politici».

Come ha valutato il cambio di manager deciso da De Luca nelle varie Asl?

«Le nomine manageriali rispondono sempre alla logica del governatore, colui che si occupa di farle. È una cosa che però non riguarda solo il centrosinistra. A luglio De Luca ha nominato 150 manager fregandosene dell’ipotetico semestre bianco. Se la sanità viene vista come un aspetto aziendale fallisce, e questo non può essere ammissibile in una regione come la nostra».

Quali sono le priorità che porterai all’attenzione del Consiglio regionale qualora fosse eletto?

«In primis la sanità. A Caserta e in provincia ci sono 1.200.000 abitanti, serviti da cinque ospedali pubblici e un privato convenzionato, il Pineta Grande. Non è abbastanza, perché ci sono aree interne non coperte e strutture non settorializzate. L’altro grande problema è l’ambiente: qui la percentuale di incidenza di patologie tumorali è del 20% superiore alla media nazionale. Dobbiamo dunque difendere il territorio da ulteriori politiche inquinanti perché inaugurare altri siti di stoccaggio non sarebbe responsabile. Bisogna, inoltre, dare sostegno alle aziende sul territorio casertano e offrire più sicurezza, perché ci sono tante piccole comunità disseminate in provincia vulnerabili a qualsiasi problematica, come i furti negli appartamenti. Dobbiamo far sentire il cittadino al sicuro. Non da sottovalutare è poi l’aspetto della viabilità e dei trasporti: bisogna fornire la ricetta giusta per interconnettere le varie comunità e i centri in termini infrastrutturali. Cercheremo di creare una rete di comunicazione strutturale con arterie stradali, implementazione di mezzi pubblici e arricchimento della rete ferroviaria, che possa collegarsi con le zone industriali sul territorio».

Cosa pensa della questione policlinico a Caserta? I lavori stanno proseguendo ma molto lentamente.

«È un altro obiettivo fallito, così come l’aeroporto di Grazzanise e il porto di Castel Volturno. Tutte chimere rimaste opere incompiute. Al Policlinico si lavora ancora a singhiozzo e tutto ciò continua a costare caro. Si tratta di un altro fallimento della politica. Si sono spesi soldi per cose rimandabili e non l’hanno fatto per offrire al territorio casertano 200 posti letto in più. Mi auguro che il prossimo governo della Regione riesca a portarlo al termine. Non dimentichiamo che a Caserta c’è una carenza di 15mila medici, con un rapporto medico-paziente di 1 a 2mila cittadini. Abbiamo meno posti letto in tutta Italia, quindi il Policlinico deve essere una priorità».

Perché sostenere lei, Forza Italia, e dunque il centrodestra?

«Ritengo che si debba sostenere Forza Italia perché penso che sia l’unico vero interlocutore che si è speso per raggiungere qualche obiettivo. Facendo parte della Anaao, il sindacato dei medici ospedalieri più rappresentativo in Italia con 30mila iscritti, ho constatato che Forza Italia è stato davvero l’unico partito che ha ascoltato le nostre richieste e ha accettato le nostre battaglie. Nel 2024 abbiamo firmato un contratto come comparto. Non si faceva da 20 anni, e grazie a Forza Italia sono stati fatti dei passi in avanti. Forza Italia si sta intestando la questione sanitaria, non solo a livello campano e casertano, ma in ambito nazionale. Perché votare me? Per la mia competenza nel settore, sul quale mi impegnerò al massimo».

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