Referendum Eutanasia e Cannabis, Mineo: “Firma digitale nuovo strumento per democrazia diretta”

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Firma digitale: l’inizio di una nuova era di partecipazione democratica?

L’utilizzo della firma digitale sta segnando una nuova ed inedita stagione di partecipazione democratica. Dopo il successo della raccolta firme sull’eutanasia, anche quella sulla legalizzazione della cannabis sta ottenendo un successo che può stupire, ma non troppo. Alla fine anche i referendum, storicamente momento di grande partecipazione pubblica alla vita politica e democratica del nostro Paese, si sono dovuti confrontare con i tempi che corrono, con la digitalizzazione e la grande rete del web. Un uso di questo mezzo finalmente messo a disposizione di tutti, accessibile e aperto. Non stupisce che molti giovani stiano partecipando con grande entusiasmo a queste iniziative. Parte del successo andrebbe individuato in questa modalità che avvicina i giovani alla politica e alle proposte sul futuro.

Riccardo Magi, deputato di +Europa e promotore in prima linea della campagna referendaria a favore della legalizzazione, dichiarava in un suo post su Facebook due mesi fa: «Le commissioni Affari costituzionali e Ambiente hanno approvato l’emendamento al Dl Semplificazioni a mia prima firma che consentirà di sottoscrivere i referendum con firma elettronica qualificata».

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Il post annunciava così l’apertura alla possibilità di firmare per le campagne referendarie non più solo a penna, cercando i banchetti nelle piazze principali d’Italia, ma anche da casa con firma digitale attraverso lo Spid, strumento di identità digitale che abbiamo imparato a conoscere nei mesi scorsi. Sia chiaro che il banchetto rappresenta per molti una buona occasione di incontrare la politica, conoscere e imparare, confrontarsi civilmente con altre persone. Questa pratica non sarà da demolire ma, in virtù dell’attuale emergenza sanitaria, lo strumento della firma con Spid si è rivelato efficace.

Lorenzo Mineo a Informare Magazine: “La firma digitale ha ridato voce ai cittadini”

Intercettato oggi dalla nostra redazione, Lorenzo Mineo, coordinatore Campania Referendum Eutanasia Legale e Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, ha risposto alle domande in merito alle campagne referendarie in corso, spiegando come si è arrivati a questi risultati che segnano una nuova fase di democrazia diretta aperta a tutti i cittadini, superando ostacoli problematici.

Il mezzo della firma digitale on-line si sta rivelando un mezzo efficace per le campagne referendarie portate avanti in questi mesi. Che significato ha questa nuova esperienza e come, la politica e i cittadini, stanno reagendo a questa rivoluzione?

«Erano dieci anni, dalla consultazione per l’acqua pubblica, che non si raccoglievano firme per un referendum di iniziativa popolare. I referendum passati, quello costituzionale o sulle trivelle, venivano promossi dal governo e dai partiti. La battaglia che abbiamo portato avanti per ottenere la firma digitale viene da lontano e anche da un ricorso all’ONU di Mario Staderini, giurista e attivista politico. L’Italia venne condannata nel 2019 dall’ONU proprio perché furono riscontrati ostacoli ragionevoli alla raccolta delle firme sui referendum. Questa è stata la miccia che ha dato il via all’emendamento passato nel 2021 per la possibilità di firmare con Spid i referendum. Prima di questa innovazione, di fatto, la raccolta firme era un argomento esclusivo dei grandi partirti e dei sindacati. L’ostacolo principale era la legge del 1970, che prevedeva la presenza di un autenticatore, un pubblico ufficiale che può essere, ad esempio, un eletto a livello locale. Chi poteva, come i partiti, permettersi schiere di autenticatori, allora riusciva davvero a raccogliere le firme. Un controsenso, poiché il referendum dovrebbe essere uno strumento per chi è fuori dalle istituzioni. La firma digitale ha distrutto questo muro e ha ridato ai cittadini questo strumento».

E la firma digitale con Spid è uno strumento che ha riavvicinato i giovani alla vita politica…

«L’Associazione Luca Coscioni, molto presto, presenterà un’analisi sociologica sui dati anagrafici dei firmatari. La politica era sempre più percepita come un qualcosa di non interessante dai più giovani, basta guardare la partecipazione alle recenti elezioni. Questa ondata di partecipazione sulle questioni dell’eutanasia e della cannabis, dimostra che non c’è solo la politica delle elezioni. I cittadini possono partecipare con la democrazia diretta e, quando vuoi attivarla su temi che la politica tradizionale trascura, la risposta c’è».

La firma digitale viene incontro non solo ai giovani, ma risponde anche alle esigenze di persone con difficoltà notevoli nella vita di tutti i giorni…

«Noi abbiamo realizzato questa riforma della firma digitale perché come Associazione Luca Coscioni abbiamo incontrato, insieme al nostro Presidente Marco Gentili, affetto da SLA, il Ministro Vittorio Colao per porre il tema della partecipazione anche dei cittadini disabili e residenti all’estero. Per loro era un problema concreto andare a firmare di persona su cartaceo. Il Ministro Colao e il Ministero della Transizione Digitale hanno recepito le nostre richieste: infatti, da Gennaio 2022, ci sarà una piattaforma pubblica dove votare, anziché usufruire di quelle private con cui stiamo attualmente raccogliendo le firme. Una innovazione importante».

di Gianrenzo Orbassano

 

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