Ratzinger bergoglio

Ratzinger e Bergoglio, così diversi ma così simili

Gianrenzo Orbassano 30/12/2022
Updated 2022/12/30 at 12:59 PM
9 Minuti per la lettura

Joseph Ratzinger e Jorge Mario Bergoglio, ovvero Papa Benedetto XVI e Papa Francesco: due mondi, due storie, due vite completamente diverse che, ad un certo punto della storia contemporanea della Chiesa cattolica, hanno dovuto incontrarsi per camminare un tortuoso tragitto insieme. Da questo cammino, che li sta vedendo uniti nella sofferenza, vedremo che in fondo, non sono mai stati così vicini ad essere così simili.

La storia della Chiesa si è sempre distinta per fattori come la continuità, la tradizione, la rigida osservanza dei protocolli. Figuriamoci in Vaticano, dove la vita di un Papa è costantemente messa sotto la lente d’ingrandimento. Ma cosa succede nel momento in cui, dopo secoli e secoli di ligia obbedienza alle leggi scritte e non scritte della Chiesa, è proprio un Papa a scardinare le tradizioni di cui l’istituzione ecclesiastica si vanta di portare avanti?

Benedetto XVI, insigne teologo della Chiesa contemporanea

Succede che, in qualche modo, la Chiesa stessa inizia a provare una prospettiva diversa e ad inglobare nel suo mondo la possibilità che si possa “cambiare“, scegliere con coraggio di cambiare. Ci ha fatto molto riflettere, in questo caso, lo straordinario gesto di umiltà di un Papa che, storicamente, ha sempre difeso tutti quei valori non negoziabili per la teologia cattolica. Il Papa emerito Benedetto XVI, già dai suo primi interventi da insigne teologo, ha chiaramente espresso una sua visione conservatrice della Chiesa: Ratzinger ha tenuto alta la bandiera di una Chiesa che non inseguisse la modernità e la popolarità come fine ultimo. Il Ratzinger pensiero, si è appoggiato sulla roccia de principi teologici e morali che costituiscono l’identità plurisecolare dell’istituzione ecclesiastica. Joseph Ratzinger è un principe della Chiesa, un filosofo con la sua limpida concezione di quello che la Chiesa è stata e sarà. Cosa diversa per Jorge Mario Bergoglio, ovvero Papa Francesco, successore dello stesso Ratzinger al soglio pontificio.

Papa Francesco, lo spirito innovatore di una Chiesa in crisi

Quella di Bergoglio è sostanzialmente tutta un’altra storia, un approccio radicalmente opposto al Papa emerito. La caratteristica del Papa argentino, si concentra prevalentemente sulla visione secondo cui la Chiesa deve recuperare un – grave – ritardo e vivere in pieno il nostro tempo assecondandolo nella misura del possibile. La dottrina sociale della Chiesa è l’incontro delle esigenze del Vangelo con le problematiche del proprio tempo. Ma se la Chiesa conta anni di ritardi e lentezze verso una “rivoluzione” al suo interno, non potrebbe mai affrontarle nel modo dovuto. Su questa problematica, Papa Benedetto XVI si è esposto senza paura diventandone capro espiatorio di un sistema logoro.

Ma non solo: Ratzinger, da Pontefice, ha messo in atto degli sforzi senza precedenti per combattere la piaga degli abusi sessuali e della pedofilia all’interno del mondo ecclesiastico. Nel 2005, ancora da Cardinale, Joseph Ratzinger aveva denunciato nelle meditazioni che aveva scritto per la Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo, la “sporcizia nella Chiesa”. Forse riferendosi proprio agli scandali per gli abusi sui minori da parte di membri del clero, all’epoca già scoppiati. Segnaliamo che nel 2008, Papa Benedetto incontrò un gruppo di vittime di preti pedofili nella nunziatura di Washington. Prima volta nella storia che un Pontefice incontra vittime di pedofilia.

Dopo Ratzinger, Bergoglio: dal teologo tedesco al gesuita argentino

Stanco e spazientito delle accuse di aver taciuto su alcuni casi di pedofilia, afflitto dal tempo che inesorabile passa e porta via con sè le forze necessarie per sopperire all’enorme responsabilità di successore di Pietro, Ratzinger ha deciso di rassegnare le sue dimissioni da Vescovo di Roma. Un vero “coup de théâtre“, poichè l’autore di questo sorprendente gesto è stato proprio Ratzinger il teologo, Papa Benedetto XVI il conservatore, colui che seguì da vicino il pontificato di Giovanni Paolo II nella forza e nella malattia.

Succede che dopo le dimissioni di Papa Ratzinger, il conclave del 2013 decretò l’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Spirito rinnovatore, tentativo della Chiesa di recuperare il terreno perso e la credibilità messa in discussione dagli scandali sulla pedofilia. Due anime, quelle di Ratzinger e Bergoglio, assolutamente provenienti da storie diverse. Il gesuita argentino e il teologo tedesco hanno però unito le forze. Da questo grande moto di umiltà e di collaborazione, è nata una intesa assai inedita visti anche i trascorsi tra i due (già nell’elezione del 2005, dove venne eletto Ratzinger come successore di Giovanni Paolo II, i due erano “sfidanti” nel conclave con due diverse fazioni).

Diversi? Sì, ma uniti nel cammino e nel destino della Chiesa moderna

La storia dei due Papi, è stata quindi segnata da una reciproca comprensione personale tutt’altro che scontate, considerando l’evidente diversità tra i due. Benedetto XVI è da più tempo papa emerito di quanto sia stato papa. Una convivenza che l’argentino e il tedesco hanno dovuto inventarsi, da ogni punto di vista: personale, teologico, operativo, politico. Insieme hanno aperto la strada a una stagione della Chiesa cattolica e del suo governo centrale, dalla quale non si tornerà più indietro. Eppure, nelle loro evidenti differenze – anche da un punto di vista caratteriale – hanno saputo guidare la Chiesa verso importanti traguardi.

Dall’ambiente alla pedofilia: le battaglie in comune di Ratzinger e Bergoglio

Ad esempio: è stato Ratzinger a preparare la strada a Bergoglio sul tema dell’ambiente e dell’ecologia. Il predecessore di Papa Francesco ha sviluppato una profonda linea di pensiero sull’ecologia dell’uomo perché la sua stessa vita dipende da quella dell’universo. Bergoglio ha poi chiuso un cerchio con la sua enciclica “Laudato si’“.

Sulla questione delicata della pedofilia, hanno entrambi voluto tenere una linea di assoluta intransigenza. L’approccio alla questione migranti, è stato in tutto simile, per quanto la situazione geopolitica potesse essere differente ai tempi dei due pontificati. Più volte, Papa Francesco ha appoggiato Ratzinger nel sostenere la sua linea di apertura verso profughi e migranti. Su divorziati e risposati, ne è risultata la rappresentazione, da parte dei media, di due magisteri in contrasto: quello di un Papa moralmente più permissivo, Francesco, e quello di uno più rigido e fedele alla tradizione della Chiesa, ovvero Benedetto XVI. Entrambi condividono che divorziati e risposati devono ricevere un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promovendo la loro partecipazione alla vita della comunità. “Prendersi cura di loro non è per la comunità cristiana un indebolimento della sua fede e della sua testimonianza circa l’indissolubilità matrimoniale, anzi essa esprime proprio in questa cura la sua carità“, questo ciò che Francesco pensa a riguardo. Una linea del tutto analoga al Papa emerito.

Due Papi che hanno rivoluzionato la Chiesa

Il gesto di grande coraggio di Ratzinger in merito alle sue dimissioni, ha colpito anche il Papa argentino che oggi non nasconde la possibilità di intraprendere un giorno lo stesso ragionamento. Papa Ratzinger e Papa Bergoglio, hanno insieme inaugurato una nuova era della Chiesa moderna.

Risulta quindi banale parlare di due Papi in netta contrapposizione. Meglio parlare di due storie diverse, certo, ma che ad un certo punto della vita della Chiesa hanno dovuto co-abitare lo stesso spazio. Storie che hanno cambiato e rivoluzionato, volente o nolente, il cammino del papato contemporaneo.

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