Ragazza casertana violentata al Concerto del Primo Maggio di Roma

Gianrenzo Orbassano 04/05/2025
Updated 2025/05/04 at 2:12 PM
3 Minuti per la lettura
Ragazza violentata al Concerto del Primo Maggio di Roma - Foto Rai 3

Concerto del Primo Maggio trasformato in un incubo per una ragazza casertana che è stata vittima di violenza durante il concertone. Quella che doveva essere una serata di musica e spensieratezza si è trasformata in un incubo per una 25enne di Caserta, vittima di una violenza a sfondo sessuale di gruppo durante il tradizionale Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni in Laterano.

Primo Maggio: ragazza casertana violentata da 3 ragazzi

Mentre migliaia di persone ballavano e cantavano, la giovane, insieme a un’amica, è stata aggredita da tre ragazzi che hanno approfittato della calca per molestarla ripetutamente, lasciandola in uno stato di shock.

Il Primo Maggio, giornata simbolo di diritti e libertà, avrebbe dovuto essere un’occasione di allegria per le due ragazze, studentesse lavoratrici che avevano atteso quel concerto come unico momento di svago. Invece, in pochi attimi, tutto è precipitato. «Ero pietrificata, non riuscivo a difendermi», ha raccontato la vittima. «Se non fosse intervenuta la mia amica, non so come sarebbe finita. Sono stati minuti che mi sono sembrati un’eternità».

L’intervento delle forze dell’ordine e l’arresto

Grazie alla prontezza dell’amica, che ha immediatamente allertato la polizia, i tre aggressori – studenti universitari di 22, 23 e 24 anni – sono stati bloccati e identificati prima che potessero fuggire. Portati in questura, hanno tentato di mentire sulle loro generalità, ma le contraddizioni nelle loro versioni e le testimonianze hanno permesso alla magistratura di convalidare l’arresto con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il Tribunale di Roma ha disposto per loro l’obbligo di firma giornaliera in attesa del processo.

La ragazza casertana testimonia la violenza subita

La giovane, che aveva già subito violenza in passato, ha vissuto un dolore ancora più profondo. «A sei anni ho subito una violenza, e rivivere certe cose è stato straziante», ha confessato. «Assurdo che nel 2025 non siamo più libere nemmeno di andare a un concerto. Quei volti non li dimenticherò mai».

Un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle grandi occasioni di aggregazione e sulla necessità di garantire che momenti di festa non si trasformino in trappole per le donne. Quella che doveva essere una giornatadi musica e libertà si è chiusa con un’ombra di paura e ingiustizia.

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