Freddy Mercury

Queen, il 24 novembre ci lasciava Freddie Mercury

Cristina Siciliano 24/11/2022
Updated 2022/11/24 at 10:06 PM
4 Minuti per la lettura

Non capita a tutti gli artisti scomparsi di venire ricordati ogni anno. Succede invece a Freddie Mercury ed il perché è ormai scontato: è stato l’artista più carismatico che il rock abbia mai avuto, capace di conquistare il pubblico e portarlo per mano dove lui voleva.

Il 24 novembre 1991 ci lasciava Freddie Mercury

Il 24 novembre del 1991 si spegneva a Londra l’icona del rock mondiale Freddy Mercury: un mito senza tempo. Il tempo lo ha reso ancora più iconico di quando era in scena insieme ai Queen. Mercury ha regalato alla memoria collettiva una storia da Oscar, visto il successo del film Bohemian rhapsody di Bryan Singer del 2018. Una storia fatta di luci sparate e di ombre sinistre, di grandi silenzi e di eccessi sfarzosi, della voglia di inventare uno spettacolo che non si era mai visto prima.

La vita di Freddie Mercury

Freddie Mercury è inevitabilmente una leggenda assoluta. Farrock Bulsara (è questo il suo vero nome) nel 1970 dava vita a Londra, insieme a Brian May e Roger Taylor – nel 1971 si unirà anche John Deacon – ai Queen, tra le rock band più note a livello internazionale, e ancora oggi tra le più ascoltate.

Nato a Zanzibar nel 1946, Freddie Mercury è stato un frontman esagerato, vulcanico, trasgressivo, istrionico, ironico: le sue esibizioni erano concepite come performance eccezionali che trascinavano durante i concerti migliaia di persone.

Iconica è la partecipazione dei Queen al Live Aid del 1985 tenutosi al Wembley Stadium di Londra, dove un incontenibile Freddie Mercury consegnava alla storia della musica una delle migliori performance di tutti i tempi.

La malattia

Poco tempo dopo i tabloid inglesi iniziarono a parlare della sua salute. Il News of the World aveva scritto che il cantante si era sottoposto a un test dell’HIV. Le smentite erano state piuttosto veementi, ma in realtà Mercury si era sottoposto al test nella primavera del 1987. Secondo alcuni, già in quell’occasione Mercury era venuto a conoscenza della sua malattia. Lo aveva rivelato soltanto ai suoi amici più fidati, tra cui Freestone, ma non al resto della band. Il cantante voleva proteggere i compagni dalla condanna e dal pregiudizio. Erano anni in cui l’Aids era una malattia che suscitava paura ed equivoci. 

Quando finalmente aveva rivelato la verità ai suoi compagni, Mercury era stato categorico con la sua idea di artista: “Non voglio che nessuno acquisti i nostri dischi per compassione. Andiamo avanti e facciamo la nostra musica, perché questo è quello che facciamo”.

Aveva iniziato a evitare alcol e droghe: i medici gli avevano detto chiaramente che gli avrebbero accorciato la vita. Ma quando era tornato in studio con i Queen per iniziare a registrare Innuendo si era concesso di tenere una bottiglia di vodka nel freezer: era stremato e la usava per darsi un po’ di carica tra una registrazione e l’altra.

Nelle ultime settimane di vita, Mercury era rimasto chiuso nella sua casa di Garden Lodge, mentre fuori reporter e fotografi si erano accampati nella speranza di catturare qualche immagine che testimoniasse del suo stato di salute.

Il 22 novembre 1991 Mercury aveva deciso di rivelare pubblicamente la sua malattia attraverso un comunicato. Il giorno dopo, aveva perso ripetutamente conoscenza. Due giorni dopo la fine.  

Oggi la leggenda di Mercury va molto oltre. La rockstar non era solo un cantante ma anche un uomo di spettacolo che ha saputo trasformarsi costantemente. Ed oggi è una cometa che viaggia nello spazio.

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