Andrea Joly è un giornalista cronista del quotidiano La Stampa e sabato 20 luglio è stato aggredito da cinque militanti di Casapound a Torino.
Com’è stato aggredito il giornalista
Andrea Joly, ventott’anni, camminava in via Cellini. Ci sono i fuochi d’artificio in cielo ed un centinaio di persone per strada, quando all’improvviso il giornalista capisce d’esser fuori “Asso di Bastoni” con la bandiera di Casapound: i militanti d’estrema destra stanno festeggiando il sedicesimo anno del circolo di San Salvario. Si celebra una Torino nera, «Una festa per la Torino Nera, la Torino che non si pente, la Torino che non ha nulla di cui scusarsi»
Come ogni giornalista farebbe, Andrea prende dalla tasca il suo telefono cellulare per documentare quanto sta succedendo, quando due ragazzi iniziano ad intimidirlo. Andrea, che altro non stava facendo se non il suo lavoro, si allontana. I militanti avevano deciso che però lui non poteva allontanarsi, tantomeno in possesso di riprese della serata, allora quattro militanti di Casapound iniziano a pestarlo. Il giornalista racconta che il momento più spaventoso è stato quando uno di loro gli ha stretto il braccio intorno al collo e per qualche secondo non ha respirato.
Poi un soffio d’aria, gli abitanti di via Cellini urlano di lasciar andare Andrea, minacciano di chiamare la polizia. I quattro aggressori si allontanano ed il giornalista riesce a mettersi in macchina ed andare via.
Andrea Joly: essere giornalista in Italia
Andrea Joly è il caso emblematico di come essere giornalisti in Italia e svolgere il proprio lavoro è una cosa che diventa sempre più difficile. La piattaforma Mapping Media Freedom, piattaforma che documenta le violazioni della libertà di stampa e dei media in tutta Europa, ha rilevato 75 censure in Italia solo nei primi sei mesi del 2024. L’Italia ha poi ricevuto sei raccomandazioni dalla Commissione europea sul rispetto dello stato di diritto e la libertà di stampa.
Come ha ricordato anche il capo di Stato, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione stampa parlamentare, «va sempre rammentato che i giornalisti si trovano ad esercitare una funzione di carattere costituzionale che si collega all’articolo 21 della nostra Carta fondamentale, con un ruolo democratico decisivo. Si vanno infittendo, negli ultimi tempi, contestazioni, intimidazioni, quando non aggressioni, nei confronti di giornalisti, che si trovano a documentare fatti. Ma l’informazione è esattamente questo, come anche a Torino nei giorni scorsi: documentazione di ciò che avviene, senza obbligo di sconti».



















