Da alcuni mesi, nel Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II situato a Porta di Massa, gira una figura nota al popolo partenopeo: Pulcinella. Nessuno è a conoscenza della persona che si trova al di sotto della maschera. La sua volontà è quella di dare voce agli studenti tramite delle iniziative svolte all’interno della sede universitaria stessa.
I segreti di Pulcinella
“I segreti di Pulcinella” è un contest letterario settimanale di libera espressione. Le persone hanno la possibilità di scrivere un componimento di vario genere. Può essere una poesia, una lettera o una frase e può essere inserita in una delle scatole rosse presenti a Porta di Massa. Non ci sono regole riguardanti la forma né la lingua del testo. L’importante è che siano autentiche e che da queste traspaiono le emozioni dello studente. Successivamente, il componimento ritenuto più bello e più incisivo emotivamente verrà pubblicato sulla pagina social e inserito all’interno delle bacheche della sede universitaria. In questo modo il componimento sarà visibile a tutti gli studenti, provocando in loro sentimenti simili o contrastanti e invogliandoli a scrivere e ad aprirsi. Tutto questo senza essere giudicati o in forma anonima. In una sede umanistica non era presente un luogo o dei mezzi in cui gli studenti potessero esprimere e condividere le proprie opinioni liberamente. Ad alcuni l’ambiente universitario può generare pace e speranza; ad altri può generare ansia e paura; è importante che in un luogo del genere ci sia uno spazio per esprimersi ed essere compresi.
È ancora possibile la poesia?
È ancora possibile la poesia? Questa è la celebre frase di Eugenio Montale durante la premiazione del Premio Nobel per la Letteratura nel 1975. Il suo discorso è una critica alla società della cultura di massa; di come l’invenzione, a quel tempo, della radio e della televisione abbiano ridotto man mano la capacità di pensare, rendendo la società più pigra. Ai giorni nostri potremmo fare lo stesso discorso con i social media. Ma è davvero così? È su questo che Pulcinella alla Federico II vuole puntare. È il punto fondante dell’intero progetto. La nostra generazione deve avere la possibilità di essere ancor di più stimolata ad esporsi senza essere giudicata, in un mondo in cui si continua a produrre, ma non a creare. In un mondo in cui si vuole tutto e subito pur di stare al suo passo e in cui ci si dimentica di sedersi, respirare e fare qualcosa che ci piace. Con quest’iniziativa le persone sono invogliate ad attuare una parafrasi di se stessi, scrivendo su carta quel che sentono e riescono ad empatizzare con l’altro leggendo quel che loro sentono. È ancora possibile la poesia perché questa è già poesia. Quindi, sono realmente i giovani che hanno ridotto le loro capacità di pensare e ideare, divenendo più pigri o è la società odierna che non gli offre le giuste possibilità?



















