Dopo una rissa in cui il sangue si sposò con la birra, tutto si calmò quando il parroco, per sedare quello scontro violento in cui ormai erano tutti protagonisti, uscì dalla chiesa con la statua di Sant’Anna in corteo in mezzo ad una decina di bizzoche che cantavano: “Bella tu sei qual sole / Bianca più della luna / E le stelle le più belle / Non sono bella al par di te. Tutti si bloccarono immediatamente perché da noi al sud i Santi e le Madonne sono più efficaci dei carabinieri”.
Sono passati quattro anni dall’uscita di “D’amore, d’armi e di regine al tempo dei Borbone” (Luigi Pacifico Editore, 2020) Vincenzo Mazzarella torna nelle librerie con un nuovo romanzo, in parte autobiografico, dal titolo “Pompa. Racconti del Territorio e Reggia di Caserta”. A tratti ironico e paradossale, il romanzo è composto da una serie di racconti collegati tra loro che possono muoversi indipendentemente all’interno della storia generale. “Pompa” si svolge principalmente a Caserta nel 2008, utilizzando la famosa Reggia borbonica e i territori circostanti come sfondo, offrendo uno scorcio singolare della vita quotidiana attraverso le vicende di un gruppo di giovani protagonisti. Il personaggio principale della storia è Alfonso Pascariello, un trentenne con tre lavori precari, “simbolo” di una realtà molto diffusa nell’Italia meridionale di allora come di oggi.

La “Pompa” è una stazione di servizio nota come “San Nicola Ovest”, sull’autostrada A1 Napoli-Roma direzione sud, che diventa il fulcro della sua esistenza, un luogo che permette a lui ed ai protagonisti di costruire e vivere una cornice di storie e relazioni eterogenee. Nonostante sia un semplice distributore di benzina, si rivela un palcoscenico significativo in cui si dipana tutto l’intreccio umano.
“Si usciva per andare alla Pavesi, così si chiamava quell’area di servizio; si entrava da Viale Carlo III nei pressi della Rotonda di San Nicola La Strada e si apriva improvvisamente un altro mondo. Mentre le nostre strade erano ancora degli acciottolati e non avevano ancora il concetto di urbanistica o parco pubblico e addirittura in qualche costruzione a corte c’era ancora il bagno in comune per tre o quattro famiglie, oltre le sbarre c’era il paradiso, la proiezione del futuro”. L’atmosfera della “Pompa” appare permeata di ironia e paradossi: da incontri singolari con personaggi come l’esuberante “o Santissimo” a “Red Bull”, coinvolto in un’impresa estremamente rischiosa con un assessore locale, figura di spicco del crimine organizzato.
Le drammatiche situazioni vissute nella vita di Alfonso e dei suoi compagni di avventure, insieme alle sfide offerte dalla quotidianità della provincia, sottolineano la lotta per la sopravvivenza in un contesto caratterizzato da incertezza, criminalità e tensioni a volte palpabili. Questo microcosmo diventa quindi non solo il rifugio della vita notturna, ma anche lo specchio delle lotte interiori e collettive di chi lo abita.
Non manca il mistero quando appare sulla stazione di rifornimento una coperta in movimento che si rivela essere una ragazza ferita, “infreddolita, quasi nuda, con macchie di sangue sul corpo, la faccia livida e lacrime salate di sofferenza sul suo viso angelico”.
L’autore utilizza dei flashback per delineare i personaggi e il loro passato, offrendo uno sguardo compiuto sul presente, e dissemina il testo di tracce “soprannaturali”, rendendo omaggio alle credenze e alle leggende popolari del sud. Un libro dal passo leggero, ma ricco di ricordi di un modo di vivere che non esiste più. Pubblicato da Luigi Pacifico Editore (e libraio da oltre cinquant’anni), “Pompa” conferma la bravura dell’autore, appassionato di teatro, storico dell’arte e responsabile del servizio “Educazione e mediazione” dell’Area Funzionale 2 (“Cura e gestione delle collezioni, educazione e ricerca”) della Reggia di Caserta.
di Achille Callipo



















