Nella biblioteca della Diocesi Campana, a Caserta, ha sede una scuola che forma i giovani all’impegno sociale e politico. Il suo nome è Polity Design e fa parte delle scuole all’impegno sociale e politico della Conferenza episcopale italiana (CEI), pur vantando una struttura autonoma ed indipendente. La scuola è diretta dal giornalista Luigi Ferraiuolo, insieme all’ausilio di cinque avvocati con funzioni di tutor: Sergio Carozza, Valentina D’Andria, Gianmarco Carozza, Biagio Narciso e Monica Ippolito.
Polity Design: modalità di accesso e attività formative previste
L’accesso dei corsisti a Polity Design avviene sulla base di un colloquio motivazionale, sull’analisi dei curricula e tenendo conto di esperienze già avuto nell’ambito dell’impegno civico. La scuola è a numero chiuso ed è previsto il pagamento di una tassa d’iscrizione puramente simbolica.
Il programma formativo prevede degli incontri mensili che avvengono solitamente nella giornata di sabato
dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato e ogni tre appuntamenti, anche la domenica mattina. È fondamentale l’attenzione dedicata ai laboratori pomeridiani, con cui i corsisti hanno la possibilità di incontrare manager di importanti aziende nonché alti Dirigenti di Stato o Capi di gabinetto.
L’obiettivo primario di Polity Design per il direttore Luigi Ferraiuolo è “formare una classe dirigente educata al bene comune, all’impegno, al merito, giovani capaci di farsi promotori di cittadinanza nel volontariato, nelle professioni, in fabbrica, non solo in politica”. I temi trattati sono i più svariati: l’estradizione, la cooperazione internazionale, l’antiriciclaggio e le mafie.
L’esistenza di questa realtà a molti sconosciuta dimostra, ancora una volta, l’immensa vastità di risorse di cui gode il nostro territorio. Scuole di questo tipo non solo dovrebbero diffondersi a macchia d’olio, ma vantare un numero enorme di corsisti. La società odierna deve puntare su questo tipo di formazione, incentivando i giovani all’impegno sociale e politico: il futuro è nelle loro mani. La speranza è nelle nuove generazioni, motivo per cui bisogna orientare i giovani verso nuovi percorsi che tengano conto di ideali e di valori diversi da quelli diffusi dai social.



















