Dopo 67 anni negli Stati Uniti d’America per la prima volta una donna è stata condannata a morte.

Lisa Montgmery, accusata per un omicidio del 2004 e condannata nel 2008, subirà l’iniezione fatale il prossimo 8 dicembre nello stato di Indiana. Nel 2019, il ministro William Barr aveva riaperto le indagini sul caso Montgmery, arrivando un anno dopo alla massima pena possibile negli States.

IL PROCESSO MONTGMERY

Nel 2004 la donna si macchiò dell’omicidio di Bobbie Jo Stinnett nel Missouri. La donna strangolò la vittima e le aprì l’addome sottraendole il figlio di cui era incinta. Negli anni la difesa dichiarò che Lisa fosse in preda ad un raptus a causa delle violenze inaudite subite quando era un’adolescente. La madre la costrinse a prostituirsi e questo le causò numerosi abusi da parte di vari gruppi di uomini. Eventi che segnarono per sempre la sua psiche, rendendola una donna instabile sia emotivamente che fisicamente. Sedici anni dopo, la condanna.  La sua legale Kelly Henry ai microfoni nazionali ha rilasciato numerosi dichiarazioni contro la sentenza arrivata e la pena di morte in generale:- “Il giudice non ha tenuto conto di cosa Lisa abbia subito, e di come fosse malata al momento dell’omicidio”-.

I DATI DELLA PENA DI MORTE

Secondo i dati riportati dal Death Penalty Info, nelle 15imila condanne a morte inflitte Lisa sarebbe circa la 500esima donna condannata dal 1632.

Dal 1976, anno in cui in America fu ripristinata la pena di morte sedici donne sono andate incontro all’iniezione fatale.   Dal 1976 al 2013, 8.466 condanne a morte sono state decise dai tribunali statunitensi. Le persone che sono state uccise sono state però 1.359, il 16 per cento. I dati forniti dalla DPI dimostrano come la pena di morte venga quasi sempre ribaltata. In assoluto, la più probabile conseguenza di una condanna a morte è il rovesciamento della sentenza oppure una situazione in cui il detenuto resterà in carcere con una diversa forma di condanna a morte: un ergastolo senza possibilità di libertà condizionata.   I tribunali in cui si decidono le pene capitali hanno diverse peculiarità:  dopo ogni condanna a morte c’è un automatico ricorso alla corte d’appello statale. E, nel caso questa corte non ribalti la prima condanna, la sentenza viene esaminata da un giudice federale.

Il caso Lisa Montgmery ha permesso un nuovo dibattito sulla possibilità di eliminare per sempre dalle carte penali statunitensi la pena di morte. In America vari gruppi di persone hanno protestato per la sentenza, ritenendo anti-costituzionale il principio della pena di morte.

di Alessandro Robustelli

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