Ululati, striscioni ed espulsioni forzate. La politica Italiana al pari degli hooligans.
Se il medium è il messaggio
Con l’espressione “Il medium è il messaggio” Marshal McLuhan enunciava che il messaggio trasmesso da un medium è costituito dalla natura del medium stesso.
Nel corso degli anni la politica del Parlamento italiano ha dimostrato di comunicare con manifestazioni demagogiche fatte di striscioni, urla xenofobe e talvolta razziste. Tali episodi si verificano tra due o più fazioni politiche rivali, come gli hooligans più feroci.
“Scandali” come inchieste su tangenti e corruzione, espulsioni forzate nel periodo pandemico, finanziamenti illeciti, scherni agli avversari con salumi, presunte tracce stupefacenti nei bagni, condanne per frode fiscale e l’ascesa di fenomeni di intolleranza; non hanno fatto altro che segnare una rottura fra cittadino e istituzioni.
Populismo polarizzato
La questione del populismo polarizzato in ogni orizzonte e colore politico è solo la punta dell’iceberg di un problema italiano e delle società occidentale che vede il Parlamento “peggio dello stadio“.
Per il sociologo inglese Colin Crouch questa è “l’era della post democrazia“, ovvero, dopo il crollo delle grandi ideologie del 900, le politiche ancora devono trovare una nuova identità e al momento spiccano i populisti. Un mondo dove la globalizzazione sfrenata ha preso piede, il crollo di sistemi ideologici e culturali mette a nudo i sistemi, e le società politiche si trovano sbaragliate dinanzi il grande fiume della storia.
Il populismo politico non è nient’altro che il riflesso di una società che “ha paura del buio“.
Si odia perché si ha paura
L’essere umano quando non conosce ha paura, tende a chiudersi e a manifestare intolleranza contro “i diversi“. Lo hanno dimostrato i regimi totalitari del 900 dove in un contesto di forte crisi economica, scarsa istruzione e disuguaglianze sociali, hanno preso vita odio e intolleranze.
Quando ci sono solo urla e la demagogia prende l’avvento sulla ragione vuol dire che si ha paura. La manifestazione politica italiana demagogica rappresenta la paura sociale e politica stessa verso i problemi che la affliggono, senza però conoscere né trovare la radice stessa del problema. Quindi spesso “si spara a vuoto“.
Per questo c’è violenza verbale che rende il Parlamento peggio dello stadio, perché si ha paura e la paura porta difenderci contro un nemico che non c’è, come disse Umberto Eco un “fascismo psicologico“
C’è sempre speranza
Quando c’è decadenza c’è anche sfiducia nelle istituzioni e questo si riflette nel quasi 30% degli italiani che non si reca alle urne, rinunciando così ad un loro diritto fondamentale.
La situazione attuale richiede una profonda riflessione sociale che vede la rottura del patto di fiducia fra cittadini, Stato ed Istituzioni che sono visti come un’entità distaccata della società.
È necessario promuovere cultura sociale, comunicativa e politica, non rivolta ai partiti ma per un impegno inclusivo e sociale, aprendo le porte dalla razionalità, al dialogo istituzionale e non agli spiriti reazionari del nostro fragile secolo. Solo così invenendo in cultura e corretta comunicazione dal cittadino all’Istituzione è possibile superare la grande crisi del nostro tempo e migliorare il nostro Paese.



















