Papa Francesco incontra Stella Assange, moglie di Julien

Giovanni Cosenza 06/07/2023
Updated 2023/07/05 at 9:13 PM
6 Minuti per la lettura

“Questa mattina Papa Francesco ha concesso a me e ai miei figli un’udienza privata. Siamo sopraffatti dall’emozione”. È il tweet che Stella, moglie di Julien Assange, ha pubblicato sul suo profilo. All’incontro con il papa, il cui contenuto è riservato, erano presenti anche i due figli della coppia, Gabriel e Max. “Ho regalato a Papa Francesco – scrive in un altro tweet – due foto di me e Julien il giorno del nostro matrimonio l’anno scorso. La progione di Belmarsh ci ha stranamente proibito di condividere le foto del nostro matrimonio con la stampa o di pubblicarle sui social media”. Nessuna testata italiana, tranne Il Fatto Quotidiano, ha riportato l’incontro tra il Papa e Stella Assange.

“Solo pochi giornali hanno ripreso la notizia, come se la detenzione di un uomo innocente, privato della libertà per aver svolto il suo lavoro di giornalista, non meriti attenzione”, ha stigmatizzato la deputata pentastellata Stefania Ascari. “Sotto attacco non c’è solo un uomo, ma la stessa libertà di stampa e i giornalisti e le giornaliste, così come chiunque abbia a cuore la libertà di espressione, dovrebbero essere in prima linea nel chiedere ogni giorno la sua liberazione”. L’incontro cade a qualche giorno dal 52° compleanno di Julien, nato il 3 luglio 1971, al quale la madre Cristina ha indirizzato una lettera aperta. Significativo l’abito di Stella che, benché rispettoso del protocollo vaticano che impone alle donne che incontrano il Pontefice vesti accollate e lunghe fino al ginocchio, con le maniche lunghe, insieme ad un velo sulla testa, era particolarmente eloquente richiamando in qualche modo i sentimenti per la prigionia del marito.

Chi è Stella Morris?

Nata a Johannesburg in Sudafrica nel 1983 col nome di Sara Gonzales Devant da madre spagnola, che lavora come regista teatrale, e padre svedese, di origini cubane, che è un architetto, ha vissuto in Botswana, Lesotho, Svezia e Spagna. Ha cambiato più volte il suo nome: prima in Stella Moris nel 2012, poi in Stella Moris – Smith Robertson e infine in Stella Assange a seguito al suo matrimonio con Julien nel 2022. È cittadina svedese e spagnola e nel corso della sua vita è stata una sostenitrice internazionale dei diritti umani. Nel 1985, durante un raid a Gaborone condotto dalla South African Defence Force, un amico di famiglia dei Devant, Thami Mnyle, fu ucciso. Questo evento, rivendicato dallo stato, impressionò profondamente la famiglia di Stella. Dopo aver frequentato una scuola internazionale in Lesotho, Stella conseguì una laurea in giurisprudenza presso l’universitò SOAS di Londra, un Master in diritto dei rifugiati ad Oxford e un Master in diritto inetrnazionale all’università Complutense di Madrid.

La lettera aperta della madre di Julien Assange

“Quando ho partorito per la prima volta da giovane madre cinquant’anni fa, ho pensato che non potesse esserci dolore più grande. Ma è stato rapidamente dimenticato mentre tenevo tra le braccia il mio bellissimo ragazzo. L’ho chiamato Giuliano. Ora so che mi sbagliavo. C’è un dolore più grande. Il dolore senza fine di essere la madre di un giornalista pluripremiato che ha avuto il coraggio di pubblicizzare la verità sui crimini e la corruzione ai più alti livelli di governo. Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare verità importanti, essere calunniato incessantemente in tutto il mondo. Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l’ingiustizia, essere arrestato ancora e ancora e negato un giusto processo. Il dolore di vedere il mio bambino sano svanire lentamente perché gli sono state negate cure mediche e sanitarie adeguate per anni in stato di detenzione. L’agonia che ho sopportato guardando mio figlio che veniva crudelmente torturato psicologicamente per spezzare la sua grande volontà. Il costante incubo di essere estradato negli Stati Uniti e sepolto vivo in isolamento estremo per il resto della sua vita. La costante paura che la CIA vada avanti con i suoi piani per assassinarlo. Il tocco di tristezza mentre guardavo il suo corpo fragile ed esausto afflosciarsi dopo aver subito un mini-ictus all’ultima udienza di stress cronico. Molte persone sono anche traumatizzate quando vedono una superpotenza vendicativa usare le sue risorse illimitate per fare il prepotente e distruggere un singolo essere umano indifeso. Voglio ringraziare tutti i cittadini compassionevoli e rispettabili di tutto il mondo che stanno protestando contro la brutale persecuzione politica di Julian. Per favore continuate ad alzare la voce ai vostri politici fino a quando non potranno più sentirla. La sua vita è nelle tue mani”.

Cristina Assange, madre di Julien

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *