“Open”: il dualismo Rubini-Agassi al Campania Teatro Festival

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“Open”: il dualismo Rubini-Agassi al Campania Teatro Festival

Arriva al Campania Teatro Festival, Sergio Rubini con l’attesissimo spettacolo “Open” per la sezione SportOpera a cura di Claudio Di Palma. In scena il 3 luglio 2022 presso le Praterie del Gigante del Museo e Real Bosco di Capodimonte, con sintesi letteraria di Antonio Marfella, il monologo racconta la storia di Andre Agassi, uno dei tennisti più forti di sempre.

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A partire dai suoi sei anni fino alla sua prima vittoria a Wimbledon del 1992, Sergio Rubini in “Open” ripercorre tutta la sua carriera, un parallelismo tra crescita sportiva e umana, passando dalle sconfitte alle vittorie e attraversando le esperienze vissute ed analizzando l’interiorità emotiva del tennista.

Dalla forzatura di un padre che impone lo sport al giovane figlio Andre, poiché l’altro figlio, Philly, non era stato considerato capace. Andre Agassi verrà però considerato un talento e verrà iscritto dal padre alla Bollettieri Academy, una delle migliori accademie di tennis degli Stati Uniti d’America. Dato l’elevato costo della retta mensile, Agassi doveva restare per soli tre mesi, ma Bollettieri una volta notato il grande talento del ragazzino durante una sessione di allenamento, gli offrì gratuitamente la permanenza all’accademia per i mesi successivi.

Una cosa di cui però il giovane Agassi non era felice: odiava il tennis, ma allo stesso tempo era molto determinato. Gli anni della sua adolescenza in Accademia furono molto turbolenti ed Agassi in numerose occasioni provocò il padre ed il suo allenatore, indossando jeans strappati, orecchini e unghie colorate.

Dopo l’ennesima bravata e l’ennesima punizione, Agassi dice al suo allenatore di non voler più continuare con la scuola e di volersi dedicare solo al tennis per diventare un professionista. All’età di 16 anni approda al grande tennis, prendendo parte al suo primo torneo professionistico a La Quinta in California.

Rubini diventa Agassi e ne racconta, attraverso una dettagliata cronaca emotiva, tutti gli episodi della vita del campione. Una sorta di lettura diaristica, di riflessione, che passa dalle dinamiche sportive, dalla tecnica di gioco, intrecciando all’interno i sentimenti, i tormenti e le fragilità del tennista.

Le tecniche di gioco non sono tutto per una disciplina sportiva: l’emotività è la carta fondamentale. Sergio Rubini, con grande potenza scenica, incanta il pubblico e lo fa viaggiare con lui. Rubini diventa Agassi ed il pubblico ripercorre con lui la storia fino alla grande ed attesa vittoria. Un mix di emotività che vanno da un picco all’altro, dall’odio più profondo alla gioia più grande.

Un monologo che trasporta, che trasforma e immedesima. Rubini riesce sempre a non smentirsi.

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