“Nessun trapianto illegale in Italia”

Così il Cnt dopo le voci di traffici d’organo in mano alla mafia nigeriana a Castel Volturno

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Per il Centro Nazionale Trapianti “i toni sensazionalistici di alcuni articoli di stampa non devono minare la fiducia dei cittadini verso il sistema trapiantologico”. Il Cnt non nega che il fenomeno esista. Ma “il traffico di organi – chiarisce – riguarda sostanzialmente il cosiddetto ‘turismo trapiantologico’: la domanda di un organo, quasi sempre il rene, incontra l’offerta di un soggetto debole disposto a venderlo”. Questo accadrebbe “in alcuni paesi del Sud-Est asiatico, come il Pakistan, e dell’America latina”.

“Nessun trapianto illegale nel nostro Paese”. Lo ha voluto chiarire il Centro Nazionale Trapianti intervenendo, con una nota, in merito all’inchiesta sulla mafia nigeriana a Castel Volturno nell’ambito della quale si è iniziato a parlare anche di un presunto traffico di organi.

Si può affermare con assoluta certezza – chiarisce il Cnt – che in Italia non sono mai stati eseguiti trapianti al di fuori del circuito legale, presso strutture pubbliche autorizzate. Accanto ai severi controlli delle forze dell’ordine, il Centro Nazionale Trapianti esercita un costante e attento esame delle liste di attesa dei pazienti; tale controllo consente, ad esempio, di verificare se un paziente è uscito all’improvviso dalla lista oppure se ricompare nei nostri database con un trapianto non registrato e di cui non si conosce l’origine. Queste due situazioni non sono mai avvenute. La tracciabilità di tutti i flussi connessi al processo di donazione e trapianto, incluso il monitoraggio del paziente trapiantato per tutta la sua vita, rappresenta una delle principali tutele e garanzie del nostro sistema”.

Per il Cnt, dunque, “i toni sensazionalistici di alcuni articoli di stampa su questa inchiesta, che è tutt’ora in corso e che riguarda un sospetto traffico di persone anche verso altri Paesi, non devono pertanto minare la fiducia che i cittadini hanno sempre dimostrato verso la donazione, quale atto di responsabilità sociale, e verso il nostro sistema, tra i più sicuri a livello europeo e internazionale”.

Il Cnt non nasconde che nel mondo esista un fenomeno di traffico di organi, “di cui esistono solo stime su entità e giro di affari”. Ma, spiega, “riguarda sostanzialmente il cosiddetto “turismo trapiantologico”: la domanda di un organo, quasi sempre il rene, incontra l’offerta di un soggetto debole disposto a venderlo. Questa situazione avviene in Paesi abbastanza sviluppati da possedere strutture presso cui eseguire il trapianto e vede il coinvolgimento di pazienti facoltosi, in grado di pagare più di 100.000 dollari per l’organo. Le zone del mondo interessate da questo fenomeno sono alcuni paesi del Sud-Est asiatico, come il Pakistan, e dell’America latina”.

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