Non esiste titolo più azzeccato per poter descrivere la storia dei ragazzi che in questo decennio hanno fatto nascere e soprattutto vivere la Nuova Cucina Organizzata.

Assegnatari di un bene confiscato, una stupenda villa, modernissima, curata in ogni particolare e con un giardino ben fornito, a Casal di Principe in Via Giocosa, hanno dato vita a qualcosa di unico, forse uno dei pochi casi in Italia in cui all’interno di un bene confiscato al crimine organizzato, sia essa mafia, camorra o ‘ndrangheta, nasca e si sviluppi una forma di ristorazione che non ha precedenti.

La Nuova Cucina Organizzata si è posta durante durante questo lungo cammino il fine di diventare un laboratorio di ricerca e sviluppo offrendo la trasformazione e vendita di prodotti locali, coltivati sui terreni confiscati al crimine organizzato e servizi di pizzeria, ristorazione e catering con il valore aggiunto di inserire persone svantaggiate.

Presenti alla serata del 31 luglio u.s. una multitudine di persone, in primis soggetti che hanno appoggiato dall’inizio questo progetto e sono continuamente al fianco degli stessi e di Peppe Pagano, ideatore e coordinatore di questa stupenda realtà.

Folta rappresentanza anche di boy-scout provenienti dal Piemonte, giunti per visitare i luoghi di Don Peppe Diana.

Valerio Taglione, del Comitato Don Peppe Diana, ha raccontato brevemente ai presenti come, dieci anni fa grazie alla nascitura NCO e Libera si decise di riappropriarsi di questo bene, rompendo i lucchetti, riallacciare la corrente per tornare a vivere, con il cuore, il coraggio, la memoria con il fine di costruire una eccellenza del territorio. Oggi si continua a camminare e non ci si ferma più nonostante le continue difficoltà.

Ultimo intervento è spettato al Sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, il quale ha raccontato di essere stato anche lui testimone della realtà della Nuova Cucina Organizzata e soprattutto contento e felice che sia stato usato l’acronimo N.C.O. per indicare un bene rientrato nelle mani della gente comune, e proponendo che a Natale sia spedito un Pacco della Camorra, a chi usò il termine N.C.O. per altri fini, riscuotendo un grande e caloroso applauso da parte di tutti i presenti.

di Antonino Calopresti

 

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