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Napoli gol e rivoluzione: a Verona non c’è spazio per il passato

Pasquale Di Sauro 15/08/2022
Updated 2022/08/15 at 10:54 PM
7 Minuti per la lettura

Metti una rivoluzione in corso, gli addii di giocatori top e fondamentali negli equilibri in campo e nello spogliatoio. Metti un mercato ancora aperto, chi viene e chi potrebbe andarsene da un momento all’altro. Metti i dubbi – leciti – tecnici e tattici per i nuovi arrivati e un ambiente che dire bollente è dire poco. Aggiungi un esordio in campionato a Verona, e completa il tutto con un svantaggio subito dopo trenta minuti di totale controllo. Di che pasta è fatto questo Napoli? Se lo chiedono tutti. Presto per dirlo, ma gli azzurri di Spalletti al Bentegodi segnano 5 gol dominando la partita. Bisognava mandare un segnale, impatto devastante, missione compiuta, tre punti e tante cose belle.

MilanAtalantaInterLazioRomaFiorentina. Avevano vinto tutte, giusto per aumentare un po’ la fiamma che scalda la pentola a pressione partenopea. Mancava solo il Napoli e tutti aspettavano, e tutti si chiedevano. A rispondere ci pensa prima Spalletti“Siamo prontissimi”. Poi gli azzurri in campo, che pur dopo essersi trovati in svantaggio ribaltano il punteggio dilagando nel secondo tempo.

Si era detto in apertura di “cose belle”. Prima della cronaca si offre un mini elenco di soli tre voci, i tra argomenti che meritano una menzione particolare.

  • Nuovi leader: morto un Papa se ne fa un altro. In casa Napoli un capitano ha la fascia sul braccio, altri nella testa.
  • Imprescindibile: Lobotka è il giostraio, il Napoli ha il suo il suo faro in mezzo al campo.
  • Tanto da vedere: Kvaratskhelia. A giudicare dall’esordio, gol e assist a Verona, il georgiano non sembra soffrire di mancanza personalità.

La cronaca di Verona-Napoli

Il Napoli parte con Meret tra i pali, in difesa sulle fasce Di Lorenzo e Mario Rui. Il nuovo compagno di Rrahmani è Kim al suo esordio assoluto in Serie A. Non convocato Fabian a centrocampo Anguissa e Zielinski affiancano Lobotka vertice basso. In avanti Osimhen guida l’attacco insieme a Lozano sulla destra e Kvara alla prima presenza nel campionato italiano sulla fascia sinistra. Il Verona ha i suoi problemi. Tante cessioni in questa sessione di mercato e nuovo allenatore in panchina. Cioffi, ex Udinese, non ha avuto certo un esordio felice, battuto infatti in Coppa Italia dal Bari per 4-1, cerca riscatto contro i partenopei.

Primo tempo 

Il Napoli comincia subito a fare la partita gestendo ritmo e possesso palla. Creano tanto gli uomini di Spalletti, quattro occasioni in venti minuti, con Osimhen che spreca la più importante: su assist di Lozano, il nigeriano calcia male da pochi passi. Il Verona non è mai pericoloso, a differenza di Kvara che ogni volta che prende palla va in verticale creando pericoli per la difesa scaligera.

I padroni di casa giocano però sull’errore e attendono nella propria metà campo per colpire in contropiede. Spalletti lo sa e chiede più volte a Osimhen di non abbassarsi troppo per giocare il pallone, il 9 azzurro in un’occasione infatti viene anticipato e gli uomini di Cioffi costruiscono l’unico tiro in porta su azione del primo tempo: Hongla calcia forte sotto la traversa, risponde Meret con un guizzo deviando il pallone in corner. Ma proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo Lasagna, dopo una deviazione di Gunter, sorprende tutti, finalizza lo schema e manda in vantaggio – a sorpresa – i suoi dopo mezz’ora di gioco.

Il Napoli subito il gol non si disunisce, Anguissa colpisce subito un palo di testa, passano poi pochi minuti e Kvara trova la rete del pari: tempo di inserimento perfetto del georgiano che raccoglie in area di rigore un cross di Lozano, l’esterno sbuca alle spalle di Osimhen e di testa tocca quanto basta per indirizzare il pallone alle spalle di Montipò. Gli azzurri dopo il pareggio continuano a macinare gioco e quando mancano pochi secondi all’intervallo riescono a completare la rimonta. Mario Rui dalla bandierina pesca sul primo palo Di Lorenzo che prolunga la traiettoria del pallone sul secondo dove arriva la zampata rapace che non lascia scampo di Victor Osimhen. I partenopei chiudono in vantaggio il primo tempo con oltre 80% di possesso palla.

Secondo tempo

Dopo solo due minuti di ripresa il Verona sorprende la difesa azzurra con Henry. L’attaccante ex Venezia sigla il 2-2 con un preciso colpo di testa su assist perfetto di Faraoni. Il Napoli però da’ la sensazione di poter trovare spazi per colpire da un momento all’altro: Kvara ispiratissimo trova un corridoio perfetto per l’inserimento a fari spenti di Zielinski, il polacco tocca di prima il pallone anticipando e spiazzando il portiere, portando così ancora avanti gli azzurri. Passano dieci minuti e arriva il gol che mette gli azzurri a distanza di sicurezza. Ci pensa un magistrale Lobotka, il play azzurro porta palla fino al limite dell’area di rigore per poi liberare un interno destro preciso che si imbuca all’angolo per il gol del 2 – 4.

Intanto sulle panchine cominciano le manovre. Spalletti prima cambia Kvara per Elmas, poi Politano per Lozano e chiama Zerbin – all’esordio assoluto in Serie A – per sostituire ZielinskiPolitano che in settimana aveva accusato un problema al polpaccio dimostra subito di essere in grande forma, l’esterno azzurro incide subito sul match prima con una conclusione delle sue, a giro con il sinistro sul palo lontano, poi con una rete che arriva sugli sviluppi di un’azione corale cominciata da Di Lorenzo, rifinita da Osimhen e conclusa dal mancino di Politano che freddo infila il quinto gol dei partenopei. Nei minuti finali spazio anche per Ounas e Olivera – altro esordio – che prendono i posti di Osimhen e Mario RuiOunas appena entrato trova il gol del 2 – 6 ma l’arbitro Fabbri annulla per un fuorigioco di Zerbin.

Termina 2-5. Serviva cominciare bene, una prestazione solida su un campo complicato. In attesa della chiusura del mercato e con un Simeone in più, oggi siamo tutti più sereni.

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