Napoli da Garcia a Calzona: bilancio di una stagione amara

Redazione Informare 09/04/2024
Updated 2024/05/02 at 4:15 PM
6 Minuti per la lettura

Il Napoli campione d’Italia non è riuscito a ripetersi. Dopo la sfavillante stagione che aveva condotto gli azzurri a vincere lo scudetto a distanza di 33 anni dall’ultima volta, la formazione partenopea ha deluso palesemente le aspettative, dimostrandosi da subito incapace di difendere il titolo.

Napoli: dalle stelle alle stalle

I tifosi si interrogano quindi a ragione su quale sarà il futuro della squadra, che rischia seriamente di non qualificarsi per la prossima edizione della Champions League. Prima dell’inizio della stagione, stando a quanto previsto dai media o consultando uno dei siti di scommesse sportive o i vari esperti di pronostici e risultati il Napoli era favorito al pari dell’Inter per la conquista dello Scudetto, ma non appena è scesa in campo la squadra ha trovato notevoli difficoltà anche solo nel vincere due partite di fila.

All’insegna della continuità tattica, dopo l’addio di Luciano Spalletti il nuovo allenatore era stato individuato in Rudi Garcia, amante del 4-3-3. Il mister francese aveva fatto bene ai tempi della Roma, ma in realtà Aurelio De Laurentiis aveva deciso di puntare su di lui dopo aver incassato il rifiuto di più allenatori, tra cui l’emergente Thiago Motta. L’idillio con Garcia non è mai nato e i giocatori stessi, in parte appagati dal successo dell’anno scorso, non sono riusciti a costruire il giusto feeling con lui. In 3, addirittura, hanno vistosamente contestato delle sostituzioni in diretta tv. Garcia non è mai riuscito a proporre il gioco offerto da Spalletti, eppure al momento del suo esonero, arrivato a novembre dopo la sconfitta interna con l’Empoli, il Napoli era ancora quarto e dunque in piena corsa per la Champions.

Media punti da Garcia a Calzona

La media punti di Garcia ammontava precisamente a 1,75: in 12 gare, infatti, gli azzurri avevano totalizzato 6 vittorie, 3 pareggi e altrettante sconfitte, conseguendo 21 punti. In pochi avrebbero immaginato però che il successore di Rudi avrebbe fatto ancora peggio. Approfittando dell’ultima sosta per le nazionali dell’anno solare, De Laurentiis ha richiamato in panchina Walter Mazzarri a distanza di 11 anni. L’esordio vittorioso a Bergamo con l’Atalanta fece pensare inizialmente ad un Napoli ritrovato, ma fu solo un fuoco di paglia. La clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Frosinone ha fatto scalpore e dopo aver comunque tenuto testa ad una straripante Inter nella finale di Supercoppa Italiana gli azzurri hanno continuato a raccogliere risultati deludenti. Alla fine, la media punti di Mazzarri era pari solo a 1,25, un dato di gran lunga inferiore a quello di Garcia. Con Walter il Napoli era scivolato all’ottavo posto in classifica.

Per tentare di risollevare la stagione e salvare il salvabile De Laurentiis ha scelto allora Francesco Calzona, già ct della Slovacchia, che ha accettato però senza patemi il doppio impegno. Calzona era già stato sia nel Napoli di Sarri sia in quello di Spalletti e di conseguenza conosceva benissimo l’ambiente. Avendo pescato il Barcellona negli ottavi di finale di Champions League l’eliminazione dalla massima competizione europea era messa in conto, ma in campionato i tifosi sono tornati quantomeno a togliersi qualche soddisfazione. Dopo aver esordito a Fuorigrotta proprio contro i blaugrana, Calzona ha dovuto preparare a fine febbraio la trasferta di Cagliari, terminata col risultato di 1-1, ma subito dopo è arrivato un roboante 1-6 sul campo del Sassuolo che ha fatto strabuzzare gli occhi agli addetti ai lavori. Il successo interno sulla Juventus per 2-1 e il pareggio di Milano con l’Inter hanno confermato che rispetto a prima c’è un piccolo cambio di tendenza.

I giocatori sotto i riflettori

Per quanto riguarda i giocatori, comunque, non sono mancate le delusioni. Con la partenza di Kim sono stati i vari Natan e Juan Jesus a finire prima sotto i riflettori e poi sopra al patibolo mediatico. In avanti ci si sarebbe aspettato qualcosa in più da Khvicha Kvaratskhelia, che ha continuato nella parabola discendente avviata ormai 12 mesi fa, sul finire dello scorso campionato. Victor Osimhen è stato protagonista di più di un episodio polemico e De Laurentiis ne ha praticamente annunciato la cessione, mentre Giacomo Raspadori ha trovato poco spazio e ha liberato raramente il suo estro.

Jesper Lindstrom, preso in estate dall’Eintracht Francoforte, non ha mai lasciato il segno. Più fortunato invece Cyril Ngonge, prelevato a gennaio dal Verona. A questo Napoli non resta che sperare che le squadre italiane ancora impegnate nelle coppe riescano a brillare per migliorare il posizionamento dell’Italia nel ranking UEFA. In questo modo anche il quinto posto varrebbe l’accesso in Champions League e i partenopei potrebbero finire comunque col portare a casa l’obiettivo minimo.

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