Napoli, Comicon 2018: un mondo che non c’è

Comicon 2018 Napoli - Photo credit Carmine Colurcio

Anche quest’anno la celebre fiera fumettistica è stata ospitata presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, una struttura che sembra rivivi di un utilizzo utile e concreto soltanto in pochissime occasioni annuali come questa. Ma è un’altra storia. Il Comicon napoletano rappresenta un vero e proprio loop temporale che sembra essere continuativo di anno in anno, come se i 365 giorni non fossero passati. Così si entra dall’ingresso principale e più dei soliti (e ripetitivi) padiglioni interni, colpisce la distesa centrale occupata da personaggi di ogni genere: su tutti, i cosplayer. La pratica di travestirsi e truccarsi come i personaggi dei propri fumetti, film o manga preferiti nasce quasi per scherzo, come un gioco. Oggi, invece, rappresenta un vero e proprio universo artistico all’interno del quale girano tecnici, commercianti e creativi (senza parlare dei mille e più festival a premi). Siamo ancora lontani dal Romics oppure, ancor di più, dal Lucca Comics, ma già che ci sia una continuità che garantisce un appuntamento annuale è un traguardo importante, soprattutto per una manifestazione che si è evoluta nel tempo (i primi Comicon si facevano a Castel S. Elmo) e che ogni anno minaccia di essere l’ultimo. Oggi sorridiamo a quella che può essere solo una divertente trovata di marketing politico. Fa piacere vedere che ci sia un evento, con cadenza annuale (ed è poco), che riunisca ad unire i giovani napoletani all’insegna di una vera e propria arte come quella fumettistica. È anche vero che, spesso e volentieri, in questa manifestazione si aggregano persone che a malapena leggono i titoli del corriere fuori dal giornalista di quartiere, ma finchè non infastidiscono gli appassionati, anzi possono anche loro avvicinarsi a questi mondi fantiastici ed artistici, va tutto bene. Durante il Comicon di Napoli non è mai successo niente, e fa sorridere questo dato se si pensa ad una città che solo pochi giorni fa, per un attentato di camorra, ha perso un diciannovenne. Forse, era meglio andare al comicon: meglio un mondo che non c’è.

Una guerra infinita

Attenzione articolo riservato agli “addetti ai lavori” con contenuti fortemente a rischio di SPOILER sui film in uscita, uno su tutti. Non c’era miglior momento per fare il Comicon a Napoli. Nelle sale c’è ancora Avengers: Infinity War, il cinefumetto massimo di casa Marvel, la prima chiosa di 10 anni di storia cinematografica. Senza dilungarci sull’argomento: è il film più bello partorito dalla casa delle idee. Il bilanciamento dei personaggi all’interno della storia (19 protagonisti) è perfetto e la regia non ha nessuna sbavatura; rischio concreto quando si parla di un film di questa portata. Ovviamente l’Infinity War al Comicon si ripete ogni anno, come si ripete su siti di categoria e riviste del settore.
No, non c’è nessun titano che cerca gemme con lo scopo di dimezzare la popolazione dell’intero universo, ma ci sono i tifosi delle case fumettistiche (quelle più importanti: Marvel e DC, che oggi, cinematograficamente, è come paragonare Real Madrid e Salernitana) che non perdono occasione per dire la propria e farsi la “guerra”.
Alla base, poi, c’è la madre di tutte le guerre infinite: fumetto o manga? La soluzione non è schierarsi, ma godere dell’intera catena produttiva come un bon appassionato dovrebbe fare.

di Savio De Marco
Foto di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 181 Maggio 2018

About Savio De Marco

Savio De Marco classe '92 Napoletano. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti.