“Siamo tutti studenti all’Università dei social”.

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Marco Montemagno

I social media, il marketing, il personal branding e tutta quella roba lì. Tutto è in continua evoluzione, in continuo cambiamento, giorno dopo giorno.
“Vado a letto che mi sento il principe azzurro di Facebook e mi sveglio che sono solo un ranocchio”, è la frase d’introduzione con la quale Marco Montemagno ha aperto le danze al suo primo MeetMonty in quel di Roma.

Una frase che dice tutto. Oggi, chi vuole avere successo sui social deve sapersi aggiornare, giorno dopo giorno, ed essere sul pezzo.

Si, perchè il cambiamento è la frontiera del giorno. Dieci anni fa sembrava essere My Space, ieri Twitter, poi Facebook ed oggi Instagram.
Domani magari saranno Twich e Tic Toc, ma questo non ci è dato saperlo.

“Quando dicevo che Internet avrebbe dominato il mondo, sarebbe diventato uno strumento di business e avrebbe sostituito anche la televisione, ecco che mi beccavo le risate delle platee”.

Oggi, però, a ridere è proprio lui; perchè la gente l’ha capito. E per chi non l’ha fatto? Beh, peggio per lui. “Ormai non cerco più di ‘convertire’ la gente, di spostarla verso la cultura digital.

Il mondo va in questa direzione ed è sotto gli occhi di tutti.” Diciamo pure che Marco non è l’ultimo arrivato. È uno che da anni (tanti) crede nel mondo del web. L’ha promosso con la sua trasmissione su SkyTg24 “IoReporter”, l’ha fatto col suo blog Blogosfere (comprato da Il Sole 24Ore nel 2009)e oggi continua a farlo con l’informazione e con le sue startup.

Ex pongista professionista e special guest all’interno di tante università italiane, è seguito da più di 2 milioni di fan sui profili social, ha il podcast più ascoltato d’Italia sul marketing ed è autore del best-seller Codice Montemagno, ancora in testa sulle classifiche dei libri più acquistati del settore business.

Marco è famoso per il suo classico video giornaliero sui social. Sta lì, si inquadra, parla dell’argomento del giorno del mondo del marketing/business e regala un contenuto gratuito di puro valore ai suoi fan. Poi ci sono i suoi contenuti avanzati. Per chi vuole di più, per chi si sente un pioniere.

Monty ha lanciato poche settimane fa il programma “Monty Club Breakfast”, dove racchiude i suoi ultimi servizi e i suoi ultimi programmi formativi per chi vuole fare la differenza sul mondo del web e dei social media. Basti pensare a Slashers, la sua community di professionisti che vogliono migliorare se stessi e il proprio business.

È tutto qui? Certo che no.

Marco ha creato 4Books, una grande libreria online dove è possibile ascoltare e apprendere i concetti chiave di un libro.
E ha collaborato a StartupItalia, campagna di crowfounding di neo progetti imprenditoriali che ha raccolto ben 3 milioni di euro. Ma qual è il denominatore comune che unisce Marco e i suoi followers?

“L’intraprendenza. Più o meno tutti quanti noi abbiamo voglia di far qualcosa. L’impresa, quando uno dice di dover diventare imprenditore di sé stesso, è una semplice formuletta.
Non puoi pensar di ragionare da dipendente (c’è qualcuno che risolve i miei problemi, me ne frego), devi essere intraprendente e puoi creare da zero cose totalmente nuove. Bisogna inventarsi la propria categoria dove tu sei l’unico fenomeno”.

Insomma, non è sicuramente facile, ma è possibile. Basta essere, come dice Monty, dei veri e propri “pazzi furiosi”, dei pionieri spinti dalla passione e dal desiderio di indipendenza.

“Mi piace far l’esempio di Arturo Brachetti, famoso trasformista, che in un’intervista mi ha detto – «Monty, io ho iniziato a lavorare perchè ero l’unico, non c’erano altri trasformisti».
Ecco, Arturo ha inventato la sua categoria dove era l’unico fenomeno.”
Il lavoro non si cerca, il lavoro si attrae.
That’s it.

di Giuseppe Amoroso
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
LUGLIO 2019

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