Molti appassionati come me attendevano il terzo volume di Phoenix Publishing da un po’ e non siamo rimasti delusi. Questa volta il volume riguarda due storie che hanno da sempre appassionato i napoletani: il “principe di San Severo” e “Provvidenza, Buona Speranza”. Abbiamo intervistato i due sceneggiatori, Emanuele Pellecchia e Francesco Saverio Tisi.
Come è iniziato il percorso che ha ispirato il terzo volume?
Emanuele: «Il percorso è iniziato in modo quasi naturale. Le storie che ci ispirano sono un flusso continuo e, già prima del completamento del volume II – o meglio, durante la realizzazione di “Vlad – Una leggenda Napoletana” –, abbiamo sentito la necessità di far scorrere questo flusso, portandolo sulle pagine del terzo volume». Francesco: «Leggende Napoletane, giunto ormai al terzo capitolo, è nato inizialmente dalla stesura di sceneggiature per una web serie (poi convertita in cortometraggio) confluite solo successivamente nella forma del fumetto. Viene da sé, quindi, che rileggendo periodicamente il materiale raccolto, l’illuminazione arriva spontanea».
Cosa ha fatto scattare effettivamente la scintilla?
Francesco: «La scintilla è scattata dalla volontà di riscoprire la propria città attraverso le fonti che la animano». Emanuele: «Più che una scintilla, io lo definisco un vero e proprio braciere inesauribile. Il nostro obiettivo è far sì che, nonostante oggi si viva totalmente assorbiti dalla tecnologia, non vada persa la voglia di tramandare quelle storie che hanno contribuito a rendere grande e misteriosa la nostra città».
Raccontateci l’ispirazione e il processo creativo che vi ha animato.
Emanuele: «Napoli è un’ispirazione continua. Posso dire, però, che fin da quando abbiamo iniziato lo script per quella che doveva essere la web serie ci siamo resi conto che la storia giusta arriva sempre al momento giusto, e lo fa da sola. Noi dobbiamo solo assecondare questa ispirazione e svilupparla sulla carta». Francesco: «Il processo creativo nasce da una fase preliminare di ricerca, con una particolare attenzione verso le leggende meno conosciute, per poi proseguire con tanta caparbietà, creatività e, soprattutto, rispetto per le fonti originarie». Siamo riusciti anche a strappare due parole al disegnatore e amico di vecchia data, Joel Folda: «Ricevuto il materiale dagli sceneggiatori, ho iniziato con una fase di documentazione sul periodo storico per garantire la maggiore accuratezza possibile e rendere credibile la narrazione, pur trattandosi di una storia in parte ispirata a leggende. Successivamente ho realizzato i layout delle tavole, suddividendo la sceneggiatura in vignette, per poi passare al disegno a matita e all’inchiostrazione. Terminata questa fase, il lavoro è stato revisionato, corretto dove necessario e inviato alla casa editrice per l’approvazione. Una volta completate le ultime modifiche, il progetto è passato a Luna Cecilia Kwok, che ha curato il lettering, l’impianto grafico del volume e collaborato alla realizzazione dei colori della copertina, contribuendo alla definizione dell’aspetto finale del libro».



















