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Legge anti-aborto: un’altra vittima in Polonia

Palmina Falco 01/02/2022
Updated 2022/01/31 at 11:32 PM
2 Minuti per la lettura

La legge anti-aborto in Polonia è entrata in vigore a gennaio del 2021. Essa vieta l’aborto anche in caso di malformazione del feto, e dunque comporta il divieto quasi totale di abortire.

Dopo l’introduzione di questa legge, il partito di governo, PiS (Diritto e Giustizia) provò anche a far approvare una legge ancor più restrittiva per introdurre il divieto totale delle interruzioni di gravidanza.

Questa legge è stata la causa della morte di una 37enne polacca: un dramma a dir poco terrificante. Incinta di due gemelli, è deceduta dopo aver portato in grembo un feto morto per circa una settimana.

La donna, infatti, non sarebbe stata operata prima di partorire a causa della legge anti-aborto vigente in Polonia. Il feto morto avrebbe portato al deterioramento delle condizioni di salute della donna, alla morte del secondo feto, e infine al suo decesso.

L’ospedale nega ogni responsabilità, ma la famiglia di Agnieszka, così si chiamava la donna, e le associazioni locali accusano il divieto di aborto, che avrebbe spinto i medici dell’ospedale a rifiutarsi di operare la donna.

Ogni anno migliaia di donne lasciano la Polonia per abortire in altri Stati europei mentre altre comprano all’estero pillole abortive o ricorrono all’aborto in modo non legale. Non è la prima volta che in Polonia una donna incinta muore a causa della legge anti-aborto.

Lo scorso settembre Izabela Sajbor, ad appena metà gravidanza, la donna era stata ricoverata per la perdita del liquido amniotico. I medici, invece di intervenire con una interruzione della gravidanza per evitare infezioni alla donna, avevano deciso di aspettare che il feto, che era malformato, morisse da solo. Quando questo è successo, 24 ore dopo, era ormai troppo tardi ed è morta anche la madre, per choc settico.

 

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