Marrandino

Le verità di Marrandino: dal candidato unico al divorzio con Petrella

Antonio Casaccio 12/04/2024
Updated 2024/04/12 at 7:36 PM
11 Minuti per la lettura

Le elezioni a Castel Volturno si avvicinano e con loro le voci su possibili accordi tra i personaggi pronti a scendere in campo.

A sfidare il sindaco uscente Luigi Petrella (sostenuto da FdI e Lega), ci sarebbero: la civica Anastasia Petrella, il dem Giuseppe Scialla, il civico (forse in quota Forza Italia n.d.r.) Pasquale Marrandino, il Centro Democratico con Guido Schiavulli e poi i civici Vincenzo Gatta e Cesare Diana.

Un parterre di 7 candidati, per una competizione senza esclusione di colpi. Da qualche mese sappiamo di riunioni tra i candidati anti-Petrella per unirsi su un candidato unico. La tattica era volta a scongiurare gli effetti negativi della frammentazione, oltre che la possibilità di consegnare il comune a Luigi Petrella già al primo turno.

Il tavolo è saltato, come comunicato ieri in una nota stampa da Anastasia Petrella. Le motivazioni della candidata hanno pizzicato Pasquale Marrandino, ex assessore all’ambiente ed anche lui in corsa per la fascia da sindaco.

Marrandino ha chiesto di poter intervenire per “dire finalmente la verità“. Così lo abbiamo incontrato nella nostra redazione insieme all’ex presidente del consiglio comunale Giulio Natale, componente del gruppo comunale di Forza Italia.

Prima di passare all’intervista è bene fare un piccolo passaggio sulle parole di Natale in merito alla presenza di Forza Italia in questa tornata elttorale.

Sulla possibilità di un centrodestra spaccato a Castel Volturno, il forzista Giulio Natale dice: “Fino a ieri i massimi esponenti, regionali e provinciali di Forza Italia, hanno dato piena autonomia in questa tornata elettorale. Quindi siamo delegati ad avere il simbolo e a presentarlo secondo ciò che scegliamo, la nostra decisione è chiara: non andremo con Luigi Petrella. Dico di più: qualora qualcuno del partito dovesse obbligarci a fare un determinato percorso, allora saremo pronti ad abbandonare il simbolo e diventare civici”.

L’intervista a Pasquale Marrandino

Qual è stata la reazione al comunicato stampa di Anastasia Petrella?

“Nella nota stampa inviata da Anastasia Petrella sembra quasi che lei sia stata la vittima di questo famoso tavolo. Da parte sua c’è la necessità di creare un colpevole per costruirsi un alibi. Questa cosa non va bene perché dobbiamo rispettare le persone che hanno fatto di tutto per far funzionare il tavolo tra tutti i candidati”.

Qual è la verità allora?

“La realtà è che gli ultimi 5 incontri sono solo l’ultima di una lunga serie di confronti iniziati nell’agosto del 2023“.

Chi era seduto in quei tavoli come papabili candidati sindaco?

“C’era il gruppo di Peppe Scialla, di Anastasia Petrella, di Vincenzo Gatta, di guido Schiavulli e di Cesare Diana. Io ero ancora in amministrazione all’epoca”.

Chi altro c’era in questi tavoli?

“A questi tavoli c’erano anche Flavio Iovene, Veronica Sperlongano e Carlo Natale, che erano in rottura con Luigi Petrella. Questi personaggi si stavano avvicinando ad Anastasia Petrella, tant’è vero che vi è una celebre foto che li ritrae tutti insieme”.

Lei è stato invitato?

“Sì, da Salvatore Cretella, al quale mi lega una forte amicizia. Sapevano che ero in rottura con l’amministrazione, anche se ne facevo ancora parte. Proprio a causa del ruolo che ricoprivo (assessore all’ambiente n.d.r.) ho sempre rifiutato di prendere parte a quei tavoli”.

Poi però lei esce dall’amministrazione…

“Negli ultimi giorni di amministrazione Luigi Petrella sondava il futuro appoggio mio e del gruppo di Forza Italia, anche se noi ci eravamo già allontanati. Io gli dicevo che in quel momento era importante andare avanti e continuare a lavorare. Eravamo in una fase amministrativa importante, infatti il giorno prima della mia revoca eravamo stati in prefettura per una riunione molto delicata sui beni confiscati”.

E subito dopo è arrivata la revoca a sorpresa?

“Siamo usciti dalla prefettura e ci siamo salutati come al solito. Il giorno dopo abbiamo votato un progetto molto importante e al termine della giunta mi sono fermato a parlare col sindaco. In quel momento particolare Petrella ci ha stretto per capire il futuro mio e del gruppo di Forza Italia in vista delle prossime elezioni, anche perché il sindaco diceva di avere pressioni dagli altri amministratori per capire le nostre posizioni”.

Lei cosa gli ha risposto?

“Io gli ho garantito il mio impegno per l’attuale consiliatura, spiegandogli che la mia intenzione futura era quella di abbandonare Fratelli d’Italia per passare in Forza Italia. In serata degli amici mi dicono di guardare l’albo petrorio ed è in quel momento che vedo la revoca del mio incarico“.

Cos’ha fatto?

“Mi scaravento in comune e trovo il sindaco insieme a Domenico Giancotti. Dopo un’accesa discussione il sindaco ha detto una frase che per me resta nella storia: “Questa sera abbiamo perso tutti, questa sera ha perso Castel Volturno. La verità è che Pasquale Santagata era già pronto dietro la porta e tutto ciò è stata un’operazione per recuperare una parte di FdI”.

Torniamo ai tavoli. Quando si è entrati nel vivo?

“La riunione più importante c’è stata poco prima dell’inizio della campagan elettorale di Anastasia Petrella. Il tavolo era moderato da grossi imprenditori del territorio. In quella sede ho ribadito che non pretendevo la candidatura, anzi mi sono speso tanto per riunirci tutti attorno al nome di Giovanni Parente, un uomo di rispetto che avrebbe potuto guidare una giunta dinamica fatta da noi ex-candidati. Ebbene, mentre erano ancora in corso le discussioni, Anastasia avvia una campagna pubblicitaria massiccia e Peppe Scialla accusa in un video il consigliere Rocco Ambrosone”.

Quali imprenditori?

C’era Vincenzo Schiavone, patron di Pineta Grande Hospital. Con me si è comportato da grande padre di famiglia”.

Quindi quel tavolo si conclude in un nulla di fatto?

“Tutti comunicano la propria candidatura e così lo faccio anche io. Nonostante questa uscita ci sono stati altri avvicinamenti trasversali, ho avviato un’interlocuzione con Cesare Diana e con Vincenzo Gatta, al quale sono sempre stato legato”.

Arriviamo agli ultimi tavoli di discussione. Cos’è avvenuto?

“Dopo i primi tavoli c’è stato un incontro tra il gruppo di Anastasia Petrella e quello di Vincenzo Gatta presos la parrocchia di Santa Maria del Mare. Io non sono stato invitato, vengo avvisato da Gatta solo successivamente. Alle successive riunioni si è parlato dei criteri che doveva rispettare il candidato sindaco unitario. È stato un incontro molto distensivo”.

Una volta fatti i criteri vi siete rincontrati?

“Sì. erano assenti Anastasia Petrella e Cesare Diana, che hanno mandato degli intermediari. Io ho preteso che ci fossero tutti al tavolo, in prima persona”.

Arriviamo al quarto incontro. I candidati erano tutti presenti, perché non si è arrivati al nome?

Paola Coen, che accompagnava Peppe Scialla, ha proposto di far scrivere ad ognuno di noi il nome del proprio candidato ideale su un biglietto. Cesare Diana ha votato Guido Schiavulli per poi abbandonare il tavolo e la chat su whatsapp che avevamo. Peppe Scialla e io votiamo Vincenzo Gatta, quest’ultimo vota me e Anstasia vota Peppe Scialla. Schiavulli si astiene. Anastasia era molto amareggiata dopo il voto, dicendo che il dato faceva emergere che nessuno voleva lei e Cesare Diana”.

Cos’è successo dopo?

“Ho detto che se volevamo continuare era necessario fermare le campagne elettorali. Anastasia ha risposto negativamente, ribandendo che ognuno doveva continuare per sé. A parte Anastasia eravamo tutti d’accordo”.

Arriviamo all’ultimo incontro.

“Cesare Diana non c’era. Anastasia Petrella a quel punto esce con un comunicato in cui spiega che non aveva senso sedersi ad un tavolo in cui manca una gamba (si riferiva a Cesare Diana n.d.r.), accusando anche alcuni di noi di star procedendo a degli accordi trasversali. La Petrella si riferiva a me e Vincenzo Gatta, ma come ho spiegato noi due siamo sempre stati vicini. Io le ho detto che non doevvamo sminuire quanto fatto solo per un’interlocuzione che c’è sempre stata. Anzi, in quel momento ho chiesto a tutti di avere la maturità di produrre un documento in cui TUTTI garantivamo appoggio incondizionato al candidato che sarebbe arrivato al ballottaggio con Luigi Petrella“.

Cosa hanno risposto?

“Mi hanno detto che ero un ipocrita e che era “anti-politica”. Paola Coen, in rappresentanza di Scialla, mi ha detto che con questo documento avremmo messo ‘il bavaglio alla campagna elettorale’ “.

Le voci che girano ci parlano di un accordo con il consigliere regionale Giovanni Zannini. È vero? Cosa prevede questo accordo?

“L’ho conosciuto prima che mi impegnassi in politica. Inevitabilmente, per vicende amministrative, abbiamo avuto contatti durante il lavoro. Lo stesso Zannini ha partecipato attivamente ad alcuni finanziamenti, convulsando anche per accelerare questi ultimi. Parliamo di un consigliere regionale attento al territorio, al quale il sindaco Petrella più volte si è rivolto per il bene del territorio”.

Quindi è un tuo riferimento per queste elezioni?

Io non ho cappelli. Se diventerò sindaco convulserò Giovanni Zannini affinché possa aiutarci a portare positività a Castel Volturno”.

Se non andrai al ballottaggio, cosa farai?

“Posso confermare in modo inequivocabile che non sosterrò mai Luigi Petrella“.

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