Lazzari Felici: storie di posteggia

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Questo stralcio viene dalla canzone “’E rrose parlene(Cioffi-Pisano, 1948), un capolavoro della musica napoletana, ma anche un cavallo di battaglia dei “posteggiatori”. Forse da un po’ non ci facciamo più caso, ma se provassimo ad uscire per degustare un’ottima pizza tra i locali più caratteristici di Napoli, alzando lo sguardo dal cellulare, possiamo sentire musicisti e cantanti che accompagnano la nostra cena, intonando il meraviglioso repertorio della musica napoletana. È questa l’arte della posteggia, tradizione portata avanti da tanti “Lazzari Felici”, titolo scelto da Lorenzo Fodarella e Marco Vidino per il loro docufilm su un tesoro che non può essere perso.

«Oggi è ancora più importante riprendere delle identità che caratterizzano dei luoghi» -commenta il regista Lorenzo Fodarella– «Per me è stato fantastico seguire questi personaggi che, a loro modo, diffondono la canzone napoletana. È importante sentire le loro storie e capire la loro scelta di tener viva questa tradizione». Lorenzo ci lascia anche una speranza che ripone nel suo docufilm: «Spero che si evinca finalmente il fatto che i posteggiatori non siano parcheggiatori, come spesso mi è stato detto; pertanto voglio rassicurare: non è un docufilm sui parcheggiatori». Con Fodarella c’è stato anche l’essenziale apporto di Marco Vidino, anche lui musicista ed ex posteggiatore, il quale ci rivela di aver lasciato questa tradizione proprio perché infastidito dai cellulari che riprendevano costantemente la sua performance: «Il miracolo del sentimento della posteggia è andare ad un tavolo, dedicare una canzone ed emozionarli.Ora per prenderli bisogna prima farli staccare dal telefono, è diventato un doppio miracolo». L’imperdibile docufilm “Lazzari Felici” di Fodarella e Vidino è stato presentato alla Casina Pompeiana, archivio storico della canzone napoletana, e da tempo punto nevralgico per la diffusione di cultura che rischia di andar persa. Successivamente alla visione, sono intervenuti gli autori e i posteggiatori, i quali hanno offerto il loro contributo artistico alla serata, rapendo il pubblico con melodie soffici e testi intrisi di passione.

di Antonio Casaccio

Tratto da Informare Magazine Gennaio 2019

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