Centinaia di milioni di euro sborsati dalle tasche dell’ASL di Caserta per i risarcimenti connessi alla malasanità: sono i dati che emergono dal dossier dell’associazione Fulop, impegnata nel contrasto delle infezioni correlate all’assistenza, presentato alla sede del Consiglio regionale della Campania. Caserta si pone in cima alla classifica, con 286 milioni di euro di danni risarciti dal 2019 al 2023 ai pazienti che hanno contratto le ICA, infezioni correlate all’assistenza.
Le infezioni correlate all’assistenza
Le ICA rappresentano in Italia un problema grave e sistemico, ma sottovalutato. Sono malattie che il paziente non ha prima di essere ricoverato e che quindi vengono contratte durante il periodo di degenza nella struttura sanitaria. Esse comportano una degenza ospedaliera prolungata ma anche una maggiore resistenza agli antibiotici, oltre a un onere finanziario che grava sui pazienti e le loro famiglie. Sono malattie che non colpiscono solo i pazienti, ma anche il personale sanitario e i familiari che con questi entrano in contatto. Si stima che in Europa ogni anno comportino un aggravio sulla sanità di circa 7 miliardi di euro. In Italia, nonostante le ICA costituiscano un problema imponente e diffuso, c’è un vuoto normativo da parte del sistema sanitario che impedisce di inquadrare e risolvere l’emergenza con chiarezza e metodo.
Un vuoto normativo
L’assenza di protocolli per la prevenzione delle ICA si è solo in parte risolta nel 2017 con l’entrata in vigore della legge Gelli-Bianco, che ha introdotto una serie di norme volte a disciplinare la sicurezza sanitaria e la gestione del rischio clinico, regolamentando la responsabilità delle strutture e degli operatori sanitari. Tra queste norme è stato introdotto l’obbligo, da parte delle strutture sanitarie, di diffondere pubblicamente i dati relativi ai sinistri sanitari e alle cifre erogate in risarcimento di questi.
Tuttavia, come ha denunciato l’avvocato Raffaele di Monda, presidente della Fulop, c’è ancora opacità nella trasmissione di questi dati: solo il 45% delle aziende sanitarie interpellate dall’associazione ha diffuso i numeri sugli incidenti legati alla malasanità. Quasi 300 milioni di euro nel quinquennio 2019-2023, con l’Asl di Caserta che ha erogato la cifra maggiore, mentre nel quadro delle altre province campane il Cardarelli di Napoli in 5 anni ha erogato quasi 50 milioni e l’ospedale San Giovanni di Salerno 70 milioni di euro.
Emergenza sanitaria su più fronti
Sono cifre enormi che si inseriscono nel più ampio contesto di crisi della sanità, causata innanzitutto dalla cronica carenza di organico. La survey condotta da FADOI, federazione delle associazioni dirigenti ospedalieri internisti, solo un anno fa denunciava che quasi il 45% delle strutture sanitarie in Campania si trovava in overbooking, cioè con un numero di pazienti ben superiore a quello previsto. I dati delle indagini più recenti mostrano criticità gravi su più fronti. In Campania nel 2025 un milione e mezzo di persone hanno rinunciato alle cure per motivazioni economiche e tempi d’attesa, mentre si sono verificate sempre lo scorso anno più di 300 aggressioni nei confronti del personale sanitario.
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