Il libro nasce da un lavoro mastodontico dell’autrice Alexandra Rendhell, ovvero il recupero di relazioni scientifiche, articoli di giornale e documenti inediti attraverso numerose fonti. Tutto ciò per ricostruire dettagliatamente la vita di Eusapia, una donna umile ed analfabeta che però è stata in grado di rivoluzionare il pensiero dell’epoca sui temi esoterici, attirando su di sé (e sui suoi poteri) l’attenzione di medici, giornalisti, scienziati e numerose figure di spicco dell’epoca, tra l’800 ed il ‘900.

Vittima da bambina di fobie ed incubi, venne cresciuta da Giovanni Damiani che la indirizza verso lo spiritismo e le attività medianiche, da cui poi Eusapia si allontanerà in cerca di solitudine e tranquillità. Tuttavia si ritroverà ancora a confrontarsi con l’esoterismo, ed affronterà la vita da medium fino a ritrovarsi esausta di fronte alle calunnie ed alla scienza che la utilizza come cavia ed oggetto di studio.

È un saggio molto intenso dalle note romanzesche, che si apre con una sorta di spiegazione dell’autrice volta a chiarificare come sia arrivata a scrivere di una figura così fortemente criticata e trattare temi delicati come la morte, e la voglia di dar pace ad una donna dimenticata.

Nonostante ciò, l’intensità dei tremi trattati è stemperata da uno stile di scrittura molto fluido e chiaro, privo di particolari enfatizzazioni.

È un’opera decisamente ricca di dettagli e dove soprattutto nulla è lasciato al caso, sicuramente di buona lettura per appassionati del tema.

di Daniela Russo

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

 

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