La solitudine delle partite iva

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Sono nato a Caserta, alta Campania. Terra di Lavoro, per pochi, terra dei fuochi per gran parte dell’Italia.

Nella vita ho frequentato diverse città del sud e diverse città nel nord. E tra uno Spritz e l’altro ho avuto la possibilità di conoscere due facce differenti dello stivale. C’è un’Italia che programma, perché può permetterselo, ed un’Italia che affida il proprio destino alle scelte bizzose della dea bendata, perché non ha alternative. Se volete, posso collocare geograficamente sia la prima che la seconda, ma mi sembrerebbe di offendere l’intelligenza di chi legge. Certo, la divisione da me indicata è sommaria. Niente è solo nero e niente è solo bianco. Ma oggi come oggi, in una situazione di difficoltà mai esperita dal nostro Paese, le anime economiche di nord e sud si manifestano alla luce del giorno. E non c’è bisogno di sottigliezze, o metafisiche, per scovarle. Basta aprire gli occhi e osservare la realtà.

Il coronavirus, nome vulgato di Covid-19, ha messo in ginocchio l’Italia. Con il decreto del 09/03/20 il Presidente del Consiglio ha esteso la zona rossa fino ai confini della penisola. Sono stati “proibiti gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico” e sono stati “sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”. Ed è stato, inoltre, più volte ribadito di evitare le uscite, se non strettamente necessarie.
Le scuole sono chiuse, le università, i musei e i centri di cultura, pure. Ai lavoratori è stato concesso di continuare a svolgere la propria professione, purché nel rispetto delle regole varate per prevenire il contagio. Ai bar è stata imposta la chiusura dopo le 18:00, per evitare gli assembramenti – chiarifico, per evitare che la quarantena venga vissuta come una vacanza –  mentre in Campania centri benessere, parrucchieri ed estetisti, rimarranno con le serrande abbassate.
Secondo le previsioni degli esperti, entro il 3 aprile la situazione dovrebbe migliorare. Ed è infatti il 3 aprile la data in cui terminerà la validità dei provvedimenti speciali.

Ieri sono sceso in centro. Volevo osservare dal vivo la desolazione per avere un ricordo da conservare. E raccontare a chissà chi che anch’io ho vissuto in tempi duri, sebbene non durissimi. Una cosa mi ha sorpreso più delle altre. Il volto dei commercianti. Chi con le braccia appoggiate al bancone, chi fuori dal negozio si vantava con il collega della porta accanto di essere riuscita a vendere un bracciale, chi scoraggiato e basta. Per via delle misure restrittive imposte dall’emergenza, le persone evitano di uscire di casa. E niente persone, niente commercio.
Le decisioni prese dal Governo sono sacrosante. Ma quale sarà la sorte dei privati che in questo mese incasseranno poco o nulla? Dal palazzo trapelano informazioni ancora non certe. 10 miliardi stanziati per aiutare i privati, la richiesta all’Europa di sforare il deficit previsto, il blocco del pagamento delle imposte per i prossimi due mesi. Chiacchiere che si spera diventino fatti.

Tuttavia, qualsiasi aiuto sembra sempre troppo poco. Le partite iva sono costrette a lavorare come se avessero l’immunità da covid-19. I rischi di contrarlo in queste condizioni sono minimi, ma concreti. E in più si assumono il rischio per poco o niente. Lo sfogo di un edicolante è una disperata richiesta di aiuto. Bar in cui si rischia il ridimensionamento del personale, Tabaccai in difficoltà, tutto il settore del commercio al dettaglio messo in crisi. Una crisi che covid-19 ha contribuito ad aggravare, perché sia chiaro a tutti che la crisi ha radici più profonde.

Questa è la solitudine delle partite iva. Queste sono le due anime dell’Italia. Chi ha la fortuna di lavorare in azienda, ufficio, o nel settore dei servizi, sfrutta lo smartworking come risorsa per limitare i danni. Ma a Caserta, dove di uffici ce ne sono pochi, la città e i suoi cittadini rischiano il tracollo.

La dea fortuna ce la mandi buona ancora una volta. Anche se da anni sogniamo di non avere più bisogno del suo aiuto.

di Marco Cutillo

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