Le parole del presidente del Senato, Ignazio Benito La Russa, al programma Rai “Belve” hanno fatto parecchio rumore. Intervistato dalla giornalista Francesca Fagnani, La Russa è inciampato su alcune dichiarazioni che hanno suscitato grandi polemiche sull’uso delle parole e dei concetti.
Le dichiarazioni incriminate di Ignazio La Russa
Svariate sono state le uscite e le dichiarazioni incriminate dell’intervista. Ad essere oggetto di polemica sono state le risposte del presidente del Senato a domande su omosessualità e parità dei sessi. Interrogato su cosa proverebbe se avesse un figlio gay, La Russa ha risposto: “Accetterei con dispiacere la notizia, ma la accetterei. Come se mio figlio fosse milanista”.
Una risposta che ha lasciato senza parole la giornalista e gli spettatori. Si è poi continuato sul tema della parità dei sessi ed anche qui la caduta di stile è arrivata immediatamente: “ Io amo veramente il genere femminile, la parità di sesso in Parlamento non si ottiene con le quote rosa, ma si realizzerà veramente quando una donna brutta, grassa e scema rivestirà un ruolo importante. A quel punto ci sarà la partita perché ci sono uomini brutti, grassi e scemi che svolgono ruoli importanti, questo è grosso complimento per le donne come la vedo io”. Peccato che non tutti la vedano come lui.
Politica e rispetto: due pesi, due misure
Ormai è risaputo come tantissimi personaggi di spicco usino veri e propri professionisti per far curare le loro uscite pubbliche. Esempio su tutti la Bestia, ovvero il collettivo che gestisce social, lessico e messaggi non verbali di Matteo Salvini. Tuttavia, lo sforzo di collocare alcune dichiarazioni come innocente strumento di propaganda politica è decisamente troppo inverosimile. Va di per sé che le figure che governano il nostro paese, i quali dovrebbero avere rispetto per cittadini e costituzione, ignorano alcuni dei principi fondanti di quest’ultima. La politica e il rispetto sono ormai due pesi e due misure differenti che sono collassati sotto il peso della propaganda. E non basteranno le continue polemiche, le battaglie e le campagne social a sanare questo tipo di interventi sulla rete pubblica.
Non è la prima e non sarà l’ultima
Nonostante le innumerevoli lotte fatte negli anni, ancora molte personalità di spicco in Italia affrontano e hanno affrontato temi molto delicati in modi sbagliati. Questa non è la prima e purtroppo di sicuro non sarà l’ultima volta. Basti pensare che negli anni innumerevoli sono stati gli strafalcioni dei politici italiani: da Silvio Berlusconi a Matteo Salvini, da Mario Adinolfi a Giorgia Meloni quasi nessuno è stato pienamente capace di affrontare temi delicati nel modo corretto.
Lasciar trasparire la propria idea politica ed il proprio libero pensiero è un diritto di tutti, trattare tutti in egual modo con rispetto dovrebbe esserlo altrettanto, ma spesso chi ci governa sembra dimenticarsene.



















