L’innalzamento dei mari farà scomparire Tuvalu nell’arco di qualche decennio. A quel punto, la triade popolazione-governo-territorio, necessaria per la sussistenza di un’entità statale, sarà privata di un elemento fondamentale. Sulla base di queste previsioni, Tuvalu, una piccola isola in Oceania, ha deciso che sarà la prima nazione digitale.
La scomparsa entro il 2100
«La nostra terra, il nostro oceano, la nostra cultura sono i beni più preziosi della nostra gente e per tenerli al sicuro dai pericoli, qualunque cosa accada nel mondo fisico, li sposteremo nel metaverso». Queste sono le parole del ministro degli Affari esteri locale, Simon Kofe, in seguito al vertice della Cop27. Come molte altre isole in Oceania, ma anche nei Caraibi, l’esistenza di questo Stato è strettamente legata al livello del mare. Dato che le previsioni sull’innalzamento del mare non lasciano sperare troppo bene e che le misure di intervento risultano ancora inefficaci, per Tuvalu non c’è altra scelta.
Il futuro di Tuvalu, la prima nazione digitale
Tuvalu ha la conformazione di un piccolo arcipelago di 3 isole maggiori e 6 atolli, per un totale di soli 26 km quadrati (è infatti il 192esimo stato per estensione) e 12.000 abitanti. La sua posizione, tra le Hawaii e l’Australia, dà al luogo un’aria paradisiaca. Tuttavia, ciò non lo rende esente da un pericolo che fino ad ora è stato la sua più grande risorsa: il mare. Così il governo di Tuvalu ha deciso che continuerà a funzionare come Stato nel Metaverso, così come ha già fatto la città di Seoul per offrire servizi amministrativi. In questo modo si potranno preservare la storia, la cultura e la conoscenza dell’isola in uno spazio digitale. Sarà come trasferire l’intero arcipelago in un “cloud istituzionale”.



















