Mentre Napoli continua a essere narrata (e spesso sovranarrata) tra stereotipi e produzioni mainstream, La Niña, ovvero Carola Moccia, sceglie una strada diversa: quella della rielaborazione colta della tradizione. Con Furèsta, il suo secondo album, vince la Targa Tenco 2025 come miglior album in dialetto, confermando che la canzone d’autore napoletana può essere insieme radicata e innovativa.
Furèsta: il disco della Niña che sfugge alle etichette
Definirlo semplicemente “folk” sarebbe riduttivo. Furèsta – parola che in napoletano evoca l’idea di foresta, ma anche di estraneità – è un viaggio tra sonorità acustiche, elettronica minimalista e testi che mescolano poesia e quotidiano. C’è chi l’ha paragonata a Rosalía (per la capacità di rileggere la tradizione in chiave contemporanea).
La Niña però non cerca scorciatoie: la sua è una ricerca musicale che parte dalla chitarra classica – suonata fin dall’infanzia, grazie all’influenza del padre musicista – e arriva a sperimentazioni che ricordano Teresa De Sio o persino certe atmosfere di Nuova Compagnia di Canto Popolare.
Chi è La Niña?

Nata a Napoli nel 1991, cresciuta a San Gregorio a Cremano, Carola Moccia unisce una formazione umanistica (laurea in Filosofia e Storia alla Federico II) a uno studio approfondito della musica. Dopo un master in comunicazione musicale alla Cattolica di Milano, nel 2023 ha esordito con Vanitas, disco che già anticipava il suo stile: melodie mediterranee, testi ipnotici, un pop che rifiuta le regole.
Con Furèsta fa un passo ulteriore: il dialetto non è folklore, ma materia viva, usato per parlare di identità, marginalità, amore e resistenza. Brani come Nnammurata ‘e te o Furesta ‘e notte mostrano una scrittura che sa essere insieme immediata e sofisticata.
Targa Tenco: un riconoscimento importante
La Targa Tenco arriva in un momento in cui la scena napoletana è dominata da sonorità più commerciali, e premia proprio la scelta di andare controcorrente. «È un disco che parla di radici senza nostalgia, di presente senza retorica», ha scritto Rolling Stone Italia.
Ora l’appuntamento è al Premio Tenco (23-25 ottobre, Teatro Ariston di Sanremo), dove La Niña porterà la sua musica in un palcoscenico storico per la canzone d’autore. Intanto, Furèsta continua a viaggiare, dimostrando che il dialetto – quando usato con coraggio – può essere universale.



















