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La Lega Pro Animale e il valore della sterilizzazione

Redazione Informare 05/08/2021
Updated 2021/08/05 at 5:23 PM
5 Minuti per la lettura

La Lega Pro Animale e il valore della sterilizzazione
La D.ssa Dorothea Frizz spiega il suo impegno contro l’abbandono

Chi possiede un cane o un gatto sa bene quant’è difficile separarsene, anche per brevi periodi di tempo. Tuttavia, non tutti la vedono in questo modo e alla prima occasione buona decidono di sbarazzarsene. Ci sono molte persone che non sanno come prendersi cura nel modo corretto del proprio animale domestico, informare su questo tema è diventato ormai primario.

Sul territorio del nostro litorale è presente la Lega Pro Animale, una fondazione no profit creata dalla dott.ssa Dorothea Frizz, veterinaria tedesca che da anni si è stabilita a Castel Volturno. La sua passione nel voler aiutare gli animali l’ha portata a dedicarsi alla sovrappopolazione di cani e gatti non desiderati, e ancora oggi combatte per quest’obbiettivo. Siamo andati al suo centro e abbiamo avuto l’opportunità di farle qualche domanda in merito al suo lavoro.

Di cosa si occupa il vostro centro?

«Siamo un centro di sterilizzazione, il nostro scopo istituzionale è il controllo delle nascite. La nostra storia inizia nell’83 quando sono arrivata a Napoli e sono rimasta sconvolta dalla quantità di cani in strada: in Germania non se ne vedono. Ho iniziato a capirne di più, a chiedere informazioni e ho capito che si dovesse fare qualcosa per cambiare questa realtà.

I cani e i gatti hanno bisogno di un padrone, non di un rifugio o della strada. Il controllo delle nascite ha sicuramente limitato la presenza di animali abbandonati, ma tuttavia non l’ha risolta del tutto. Nel corso degli anni ho scoperto che il randagismo è legato ad un problema sociale se non culturale. Così ho creato anche la Fondazione Mondo Animale per lavorare di più con l’informazione, la didattica e le autorità».

Il problema dell’abbandono degli animali è sempre presente. Cosa possiamo fare per cercare di limitare questo evento?

«Se trovi un cane in strada bisogna portarlo al servizio veterinario per cercare il suo microchip, in questo caso viene automaticamente fatto il collegamento con il proprietario. In caso contrario, bisogna trovare un centro che accolga gli animali; esistono molti rifugi e centri animalisti sulla zona con cui anche noi collaboriamo.

È importante sottolineare che se decidi di aiutare un trovatello, accetti tutte le responsabilità che derivano da questo tuo gesto. A Castel Volturno ci sono ancora i cani randagi, ma fortunatamente la maggior parte sono sterilizzati. Ci tenevo a parlare del nostro progetto “Adozione Strada”, con il quale aiutiamo chiunque trovi un cane o un gatto in strada e voglia adottarlo. Per loro, offriamo la sterilizzazione, l’identificazione con microchip e la registrazione a titolo gratuito».

Andare in vacanza non vuol dire abbandonare un animale: quali sono le alternative che lo salvaguardano?

«Avere un cane è un impegno e personalmente lo porterei sempre in vacanza con me. Il cane vive perennemente in casa, sempre intorno alle persone e portarlo in una pensione anche solo una settimana lo fa soffrire. Ci sono possibilità migliori di una pensione, come i dog-sitter, indispensabili soprattutto per i gatti: loro infatti sono molto più legati all’ambiente domestico che alla persona».

Quanto è importante la sterilizzazione?

«Molti pensano che la castrazione vada di pari passo con un cambiamento caratteriale. In realtà, non c’è nessun cambiamento nell’animale tra il prima e il dopo la sterilizzazione. Un discorso simile può essere fatto anche sulla questione dell’ingrassamento: essa dipende molto anche dall’attenzione del proprietario. Un cane può ingrassare in qualsiasi circostanza, soprattutto se fa poco movimento.

È importante informare su questo e io lo faccio da anni, anche con i bambini. Con loro mettevamo in atto un vero e proprio dibattito, sul perché i cani vengono investiti in strada e cosa possiamo fare per evitarlo. Ho iniziato a vedere delle risposte a questo mio lavoro quasi subito. Un cambiamento l’ho notato anche nella reperibilità dei prodotti per gli animali.

Oggi anche negozi che non vendono questo tipo di oggettistica hanno un reparto a loro dedito. In quarant’anni c’è stato un cambiamento di mentalità veloce. Sicuramente c’è ancora da fare, il lato positivo è che quest’educazione ha trovato una propria strada».

di Iolanda Caserta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N° 220 – AGOSTO 2021

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