La Giornata mondiale della Poesia in Casina Pompeiana

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Il 21 Marzo del 1999, nel corso della XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO, venne istituita la Giornata Mondiale della Poesia.

Istituita con lo scopo di rappresentare “l’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni”

Come spiega Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana UNESCO.

«Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica».

Tante in Italia e nel mondo le iniziative che celebrano questa giornata.

sui social network impazza l’hashtag #WorldPoetryDay e la Poesia per un giorno sembra godere delle attenzioni che meriterebbe, ma che il mercato editoriale le nega sistematicamente gli altri 364 giorni dell’anno.

Gli eventi organizzati in Casina Pompeiana in questo periodo sono quasi naturalmente confluiti nell’alveo della poesia per poi sfociare nell’ampio estuario di quella prosa in qualche modo più poetica.

L’occasione per parlare di tutto ciò è stata offerta dal collettivo di artisti Opus Continuum in mostra con la rassegna visiva “Immaginaria 2019-Sulle orme di Parthenope”.

Prendendo spunto dal Mito della sirena Parthenope, il collettivo ha costruito un percorso che parte da Omero per arrivare fino ai nostri giorni, attraversando la storia di una città che ha fondato le sua identità sulle ceneri di una dea venuta da lontano.

Dunque: poesia che si intreccia con il mito.

La prima occasione per parlarne più direttamente è stata offerta dalla RAI con la presentazione, il 21 marzo, di un libro di poesie in napoletano ”Il tempo che non vola” scritto da Massimo Perrino, giornalista parlamentare.

«Uomo colto e sensibile, una volta si sarebbe detto un uomo di altri tempi” Come lo ha definito la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati».

«Perrino con “ironia, delicatezza e sensibilità” riesce ad entrare nel vivo dei sentimenti regalando emozioni uniche.

L’ironia, la delicatezza e la sensibilità emergono nella poesia scritta contro la violenza sulle donne, “contro quegli uomini che si ritengono dei re ed invece in realtà valgono zero».

Di tutto ciò se ne è parlato con giornalisti del calibro di Ottavio Lucarelli, Antonello Perillo e Carlo Verna. Ospite Roberta Beolchi, presidente dell’Associazione Edela, che si occupa delle vittime del femminicidio a partire dagli orfani.

Magazine Informare ha proseguito in questa offerta poetica promuovendo la presentazione di “É solo parte di me” di Gloria Vocaturo:

Versi sparsi e poesie sulla percezione dei malesseri della società moderna e delle crisi che ne possono conseguire, con una visione però in chiave ottimistica e con uno sguardo anche ai valori formativi della famiglia come cardini della stessa società.

Con l’antropologa Daniela Marra, ne hanno discusso i giornalisti Antonio Casaccio e Luca Marfé facendo emergere una peculiarità del libro che è la capacità di sintesi espressiva, anche di concetti più complessi.

La scrittura è dunque una forma di condivisione per esternare il dolore, il modo per superare questo dolore mettendo le emozioni su carta in maniera esplicita.

In definitiva, un invito a non essere indifferenti.

Una considerazione che sorge spontanea è che in questi due giorni abbiamo assistito ad un ideale passaggio di consegne fra i senatori del giornalismo e quelle nuove leve che, ci auguriamo, possano proseguire nel solco della grande tradizione giornalistica napoletana.

Gli appuntamenti con la prosa poetica sono poi proseguiti sabato con Maria Simonetta De Marinis e il suo libro “Le metamorfosi dell’anima. Amedeo Modigliani e Pablo Picasso da Montmartre a Napoli”, sviscerando il tema delle metamorfosi dei sentimenti con Napoli a fare da sfondo.

Infatti, la nostra città, ancora meta ambita del grand tour, rappresenta la continua trasformazione dove il nuovo ingloba un passato ancora vivo e carico di misteri e di leggende, legati con la storia delle antiche casate partenopee.

È capace di coinvolgere i protagonisti Amedeo e Pablo in una metamorfosi più profonda, quando vengono a contatto con il volto segreto della Napoli esoterica e s’immergono in percorsi massonici all’interno della cappella Sansevero o nella sede della Confraternita dei Pellegrini, dove effettuano una sorta di discesa agli inferi dalla quale usciranno trasformati ottenendo una palingenesi spirituale.

Le conclusioni

Chi meglio di Jean Noël Schifano poteva concludere, con le sua amabili riflessioni sulla Storia scuntraffatta,  il tutto inframmezzato dal reading di Federica Grimaldi e il corto “Sulle orme di Parthenope” di Salvatore Polizzi.

Al termine diquesto percorso ‘accidentato’ fra poesia, prosa, mitologia, si è presentata l’occasione di una chiacchierata con Catello Maresca, magistrato, e Paolo Chiariello, giornalista, autori del libro “La Mafia è Buona” che hanno cercato di spiegare questo fenomeno malavitoso apparentemente semplice, ma in realtà di difficilissima comprensione.

Forse la sintesi più efficace di quest’ultimo incontro sta nella risposta che Maresca ha fornito alla prima domanda “facile” del moderatore Antonio Scarfone: «Cos’è la mafia?»

«Prima di tutto… è una mentalità!»

E non la si potrà dunque sconfiggere se non vi sarà un cambio radicale nella mentalità del genere umano.

di Bruno Marfè

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