Il Consiglio dei ministri ha decretato il 18 aprile lo scioglimento del Comune di Caserta per infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione, che – salvo colpi di scena – dovrebbe chiudere l’era del sindaco Carlo Marino. La decisione, basata sull’articolo 77 del Testo Unico delle Leggi sugli ordinamenti degli Enti Locali, segue l’indagine di una commissione prefettizia (agosto 2023 – febbraio 2024) che ha accertato ”elementi concreti e rilevanti” di condizionamento camorristico in appalti, affidamenti e spese, compromettendo l’imparzialità dell’ente. Intanto, il Prefetto di Caserta Lucia Volpe ha proceduto alla nomina della commissione straordinaria che dovrà gestire il Comune della città capoluogo dopo lo scioglimento del Consiglio comunale.
La città ora dovrà affrontare un commissariamento fino al 2027. Marino ha definito il provvedimento un “atto politico e amministrativo abnorme”, annunciando ricorso al TAR Lazio. “È una decisione contro i cittadini, con tempistiche inaccettabili per un capoluogo” ha detto Marino, ricalcando quello che aveva dichiarato in una nostra intervista in occasione degli 80 anni di Confindustria Caserta. Intanto, l’ormai ex sindaco in quota PD si è autosospeso dal partito.
LE VOCI DELL’OPPOSIZIONE
Non si placano le voci delle opposizioni, come quella del consigliere comunale uscente Raffaele Giovine di Caserta Decide. I nostri microfoni hanno raccolto il suo primo commento a caldo e una riflessione sul prossimo futuro amministrativo: «Sarà un percorso difficile. Avremo bisogno di una grande intelligenza collettiva in grado di mettere in campo una nuova classe di persone impegnate in politica con valori sani. Per cambiare Caserta serviranno le migliori energie. Dopo un ciclo di dura opposizione abbiamo la certezza di aver combattuto contro un sistema di potere. Ora dovremmo avere la forza di costruire un rinascimento casertano per liberarci dalla mafia e riscattare la nostra terra». Al momento il Partito Democratico di Caserta è assorto in un silenzio sulla situazione, ma siamo consapevoli della spaccatura della base dem con Carlo Marino, raccolta anche dalle dichiarazioni ai nostri microfoni dei ‘Giovani Democratici’ riguardanti i tempi biblici per l’inizio dei lavori alla Biblioteca Comunale.
Noi di Informare abbiamo interpellato anche Maurizio Del Rosso, esponente della Lega ed anch’egli consigliere comunale uscente a Caserta: «Siamo curiosi di capire esattamente quali siano i motivi formali alla base dello scioglimento. Tuttavia, è difficile ignorare la cattiva amministrazione degli ultimi anni. La priorità è formare una nuova classe dirigente. La vera sfida è costruire oggi un gruppo in grado di affrontare le emergenze della città con competenza». Il capogruppo di Fratelli d’Italia di Caserta, Paolo Santonastaso, ha invece dichiarato che «dev’essere chiaro ai cittadini che chi ha fatto opposizione seria all’amministrazione Marino è stato il centrodestra. Questo scioglimento ha conseguenze negative per tutti, ma è dipeso da un’amministrazione di centrosinistra. Il discorso infatti riguarda anche l’incapacità amministrativa: questa è stata la seconda amministrazione Marino e, nonostante questo, a Caserta non si riesce a tenere nemmeno una semplice manutenzione ordinaria. Per quanto riguarda il futuro, ci vuole il coraggio di prendere delle scelte. I casertani devono tornare a vivere innanzitutto un’ordinarietà».
LA CAMORRA SFREGIA CASERTA: CITTÀ TRADITA
A patire maggiormente le conseguenze saranno i cittadini traditi dalla politica del malaffare. Lo ‘sfregio’ che si porterà sul viso questa città sarà visibile per molto tempo. Caserta è chiamata ad una scelta radicale: continuare a essere simbolo del malaffare o riscrivere la sua storia. Per vincere la camorra servirà più di un decreto: servirà una città intera che scelga da che parte stare.
La provvisoria gestione dell’ente è stata affidata ad una terna di commissari composta dal Prefetto Antonella Scolamiero, dal Viceprefetto Daniela Caruso e dal dirigente economico-finanziario di seconda fascia Agostino Anatriello. Al momento della stesura di questo articolo, non è stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la relazione sul lavoro della commissione d’accesso nella quale verranno individuate le responsabilità dei singoli sull’avvenuto scioglimento.



















