La 35° edizione del Carnevale di Villa Literno

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Passione, bellezza e dedizione sono queste le parole d’ordine che ricoprono l’intera durata del Carnevale di Villa Literno.

Facendo un tuffo nel passato sarà possibile notare il forte prestigio che quest’evento ha acquisito nel tempo. La svolta l’abbiamo nel 1985, anno in cui fu costruito ed allestito il primo carro allegorico completo dando vita così, “alla storia del Carnevale di Villa Literno”.

In particolare, quest’anno si festeggerà la 35° edizione di questa ricorrenza che, fin dagli anni Novanta, mette in scena veri e propri cortei colmi di maschere, bande musicali, sbandieratori e sfilate di gonfaloni.

La giornata dei Gonfaloni “sancisce l’inizio del Carnevale”.
Questa prevede che i rioni partecipanti sfilino per le strade del paese, fino ad arrivare a Piazza Marconi. Successivamente la fazione vincitrice dell’edizione precedente riconsegnerà il “premio” vinto.
A questo punto non resterà che presentare il tema scelto dai presenti in gara e dare il via alla sfida.

Le date in cui avrà luogo il cosiddetto “Carnevale 2020” saranno: il 15 e il 16 febbraio, continuando poi con il week-end successivo. La grande serata finale si svolgerà invece, nella giornata del Martedì Grasso.

Ogni anno centinaia di persone si ritrovano nel paesino di Villa Literno per poter ammirare le lunghe sfilate e gli spettacoli danzanti che lasciano talvolta a bocca aperta.
Esibizioni da non perdere, accompagnati inoltre, dalla possibilità di gustare prodotti tipici locali.

Quest’evento non rappresenta un semplice momento di divertimento ed allegria ma bensì, una vera e propria cultura. Dobbiamo sentirci orgogliosi nei confronti di un’iniziativa che, in Campania, viene riconosciuta come tra le più maestose.

Il momento dei festeggiamenti è vicino, così come la spensieratezza che ne consegue.
Località come Villa Literno vengono spesso prese di mira e calpestate.
Ora è finalmente giunto il momento di far capire che con passione, dedizione e amore, anche un piccolo paesino può farsi strada ed arrivare in alto.

di Clara Gesmundo

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