“Kebrat”: un brano da ascoltare col cuore

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Nando Misuraca ritorna  in scena e lo fa in grande stile. Il suo ultimo singolo “Kebrat” è un brano ispirato a “Lacrime di Sale” scritto da Pietro Bartolo.

50 sfumature di Nando Misuraca
Nando Misuraca è un cantautore, giornalista e produttore italiano, già noto da anni nell’ambiente della musica grazie ai numerosi premi ricevuti e alle tante collaborazioni di alta caratura. Tra i vari riconoscimenti ricordiamo il “Massimo Troisi”, l’“Eduardo Nicolardi” e, più di recente, quello dedicato alle “Eccellenze Campane”. Tra le varie collaborazione è doveroso citare quella con Piero Pelù nel 2018 in occasione del progetto “Santi di Periferia”, quella con Renzo Arbore, che gli ha anche fatto da testimonial per il suo singolo “Ti Amo Napoli”.
Il brano è dedicato alla sua squadra del cuore e alla sua città, ed è scritto in collaborazione con Clementino, Gianni Conte e l’attore Umberto Bellissimo. La canzone viene anche utilizzata come sigla nella trasmissione “Il bello del calcio”, condotta da Ivan Zazzaroni.

Chi è Kebrat?

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Kebrat, protagonista del brano, è una donna eritrea arrivata il 3 ottobre del 2013 sul molo di Lampedusa. Pietro Bartolo racconta che la giovane giaceva sul suolo dell’isola siciliana ““senza polso e senza battito” e che fui lui stesso a salvarla.
Da qui nacque la voglia di far conoscere questa storia attraverso l’incisione di un duetto virtuale con Lucio Dalla. La voce del bolognese è stata campionata dalla sua “Se io fossi un angelo”. Ricordiamo inoltre che il brano ha ottenuto il Patrocinio Morale del Comune di Napoli e sarà uno dei brani trainanti del progetto discografico di Misuraca intitolato “Inconsapevoli Eroi”.

Parole umane, per storie disumane.

Il brano del cantautore napoletano è il risultato di parole profonde, profondissime, così come profondo è il mare nel quale svanisce il sogno di molte persone. C’è l’uomo ricco che cerca la felicità, c’è l’uomo potente che cerca l’amore e poi c’è chi sogna di volare e prega di non annegare… Storie umane, storie quotidiane, quelle descritte dalle clip del brano, che sembrano galleggiare su note impetuose, così come impetuose sono le onde che dondolano i barconi con centinaia di persone, o meglio “sognatori”, che desiderano la libertà e troppo spesso trovano la morte. A nessuno andrebbe tolto il diritto di sognare e non a caso nel brano sono presenti bambini che corrono e disegnano sulla sabbia, immagini che il mare cancellerà da lì a poco. Perché il mare è così, una enorme gomma blu che può cancellare i sogni da un momento all’altro.
Misuraca prova a raccogliere quegli sguardi in tempesta, quei lamenti sottili come granelli di sabbia in un brano che cerca di trovare umanità in tutto ciò che di disumano quotidianamente accade nei nostri mari, sfruttando le testimonianze reali, come quella di Kebrat e quelle artistiche del rapper Assane Babou.
Un brano da ascoltare, non con le orecchie…ma con il cuore…

“Io amo la notte perché di notte tutti i colori sono uguali e io sono uguale agli altri…”
Bob Marley

 

di Simone Cerciello
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°204
APRILE 2020

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