«Ogni individuo ha diritto all’istruzione. Deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e
professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito». Inizia così l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti umani.
Sulla base di quanto scritto, dunque, studiare e formarsi è un diritto per tutti, senza alcuna distinzione di provenienza, genere o quant’altro. Più facile a dirsi che a farsi.
Infatti, sebbene in gran parte del globo avere accesso allo studio e poter accrescere la propria formazione personale sembra essere garantito, vi sono ancora Paesi in cui purtroppo ci sono numerosi ostacoli alla tutela di questo diritto.
I dati sull’istruzione nel mondo
I Paesi in via di sviluppo hanno subito in questi anni una forte crescita sotto questo punto di vista, raggiungendo quota 91% per quanto riguarda l’iscrizione nelle scuole primarie. Il problema resta ancora vivo, però, soprattutto in Africa subsahariana.
Secondo i dati rivelati dall’ONU, infatti, nel mondo vi sono ancora circa 57 milioni di bambini che sono esclusi dall’istruzione primaria. Inoltre, più della metà di questi ultimi vive proprio in Africa subsahariana. Il dato diventa ancora più preoccupante se si prende in considerazione il fatto che nel mondo ben 103 milioni di giovani non possiedono capacità di base in lettura e scrittura, di cui oltre il 60% donne.
Quello che molti giovani fortunati tendono a dare per scontato, e alle volte addirittura a sottovalutare, è un diritto che a molti loro coetanei viene negato. Le problematiche possono essere varie, come la carenza di strutture o di docenti o peggio situazioni tragiche di conflitti in atto che ostacolano percorsi formativi.
Si calcola, infatti, che il 50% dei bambini che possiedono un’età per ricevere l’istruzione primaria ma che non frequentano la scuola vive in zone colpite da conflitti.
L’Agenda 2030 dell’ONU
L’Agenda 2030, tra i vari obiettivi di sviluppo sostenibile indicati, supporta anche un’istruzione di qualità. Si tratta dell’obiettivo numero 4, che rientra tra i traguardi interconnessi fissati dall’ONU che insistono nella direzione del rendere il mondo un posto migliore.

In questi 17 obiettivi che le Nazioni Unite vogliono realizzare entro il 2030, rientrano sconfiggere la povertà, la fame, garantire salute, benessere, acqua e servizi igenici a tutti, raggiungere la parità di genere, ridurre le diseguaglianze.
L’obiettivo sull’istruzione di qualità
Per quanto riguarda l’obiettivo numero 4, l’ONU si fissa il proposito di fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti. Innanzitutto i Paesi delle Nazioni Unite mirano a garantire entro il 2030 ad ogni ragazza e ragazzo libertà, equità e qualità nel completamento dell’educazione primaria e secondaria che porti a risultati di apprendimento adeguati e concreti.
Gli obiettivi vanno anche oltre l’istruzione di primo grado e puntano anche ad aumentare il numero di giovani e adulti con competenze specifiche per l’occupazione, posti di lavoro dignitosi e per l’imprenditoria.
Si insiste anche sull’eliminazione delle disparità di genere nell’istruzione e sul garantire un accesso equo formazione professionale delle categorie protette, come persone con disabilità, popolazioni indigene e bambini in situazioni di vulnerabilità.
La strada su cui lavorare, però, sembra ancora molto lunga, mentre l’ombra del 2030 appare più vicina che mai.



















