Il Gruppo MSC è oggi uno dei protagonisti assoluti della logistica globale, con una presenza capillare nel trasporto merci, nella gestione di terminal e nell’industria crocieristica. La compagnia, guidata dalla famiglia Aponte, è attiva in oltre 150 paesi e continua ad espandersi investendo in sostenibilità, innovazione e sviluppo territoriale. Dalla logistica intermodale al trasporto passeggeri, MSC ha saputo diversificare e consolidare la propria posizione, investendo anche in infrastrutture, terminal e nuove tecnologie. In questo scenario, l’Italia e in particolare il Mezzogiorno giocano un ruolo centrale. Napoli rappresenta da anni un hub strategico per l’azienda, non solo per le attività marittime, ma anche per l’indotto economico, turistico e occupazionale generato. A raccontarci tutto questo è Leonardo Massa, Vicepresidente Sud Europa MSC della divisione Crociere del Gruppo. Con lui abbiamo parlato del ruolo di Napoli nei piani di crescita del marchio, della destagionalizzazione del turismo crocieristico, degli investimenti futuri e dell’evoluzione dell’azienda. Illustrandoci piani, numeri e prospettive di una realtà in continua evoluzione.

Come si configura oggi il gruppo MSC e quali sono i suoi principali rami di attività?
«Il Gruppo MSC è un gruppo interamente privato che fa capo alla famiglia Aponte. La caratteristica della familiarità è un elemento distintivo a livello globale. Siamo operativi in molti settori legati al mondo dello shipping. Il principale è quello del trasporto merci (cargo), dove siamo leader mondiali. Operiamo in tutta la filiera della logistica integrata: gestione dei terminal, trasporto merci su gomma, via aerea e ferroviaria. Per quanto riguarda il trasporto passeggeri, siamo attivi sia con mezzi veloci (SNAV e GNV), sia con il brand MSC Crociere, terzo operatore al mondo. Tutta l’attività del gruppo è fortemente legata al mare e alla Blue Economy: tutto è connesso a ciò che, grazie al mare, può essere fatto. Quindi, in sintesi: trasporto merci con tutte le diramazioni logistiche e trasporto passeggeri, con mezzi veloci e crociere».
Quali sono state le principali accelerazioni per il gruppo negli ultimi anni?
«Il gruppo è operativo da quasi 60 anni, da sempre legato al mare come opportunità di sviluppo. Le recenti accelerazioni derivano sicuramente da un evento che ha scosso l’economia globale: la pandemia di Covid-19 del 2020. In quel periodo, la mobilità umana si è fermata, e anche le crociere si sono bloccate. Ma è stato evidente che il trasporto merci non può fermarsi. La nostra è una crescita coerente con il pensiero originario del fondatore: il mare è un luogo di scambio, trasporto e vacanza, un riferimento per l’intera umanità».
Qual è oggi il ruolo strategico di Napoli e del suo porto per MSC Crociere?
«La mia risposta si concentra sul settore crocieristico, di cui mi occupo. Napoli ha rappresentato per noi un punto strategico sin dall’inizio. Abbiamo un importante service provider globale, con due edifici dove lavorano oltre 700 dipendenti. Negli ultimi 20 anni, abbiamo costantemente aumentato la nostra presenza. Napoli è uno dei porti in cui siamo riusciti a destagionalizzare la vacanza in crociera, movimentiamo oltre mezzo milione di ospiti all’anno. Il vero successo è vedere le nostre navi attraccare anche nei mesi invernali, come novembre, dicembre, gennaio e febbraio, generando un impatto economico sul territorio. Napoli continuerà a crescere, perché cresce il turismo in generale, soprattutto nel Sud Italia. Se si rafforzeranno le infrastrutture (ferrovie, trasporti su gomma, collegamenti aerei), questo bacino potrà esprimere ancora più potenzialità».
Sono previsti investimenti specifici sulla città o sul porto?
«Napoli è centrale nei nostri itinerari del 2026, 2027 e anche del 2028. Oltre al brand MSC Crociere, ci sarà maggiore spazio anche per Explora Journeys, che già fa tappa in Campania e continuerà a farlo. Siamo sponsor della Coppa America 2027, che per noi rappresenta un investimento importante sulla città e sarà un volano per il turismo. Stiamo anche valutando ulteriori opportunità sul territorio».
Quanto è importante l’occupazione per MSC, con riferimento alla Campania?
«Il numero esatto lo confermeremo con i colleghi, ma parliamo di oltre 15mila lavoratori tra marittimi e dipendenti diretti. Costantemente ricerchiamo personale: sia per ruoli a terra (sul sito MSC Careers), sia per attività di bordo tramite l’ufficio tecnico di Sorrento, che segue le selezioni. Cerchiamo figure altamente qualificate in vari ambiti, non solo legati al ponte nautico, ma anche al settore dell’hôtellerie. Siamo un’azienda giovane, con un’età media di 32 anni, abbiamo accordi con gli atenei campani e con gli istituti nautici».



















