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Inchiesta corruzione Qatar: chi è Eva Kaili?

Redazione Informare 11/12/2022
Updated 2022/12/11 at 10:54 PM
2 Minuti per la lettura

Eva Kaili è ormai l’ex-vicepresidente del Parlamento europeo. La donna ha perso la sua carica dopo esser stata accusata nell’inchiesta sulla corruzione dal Qatar.

La nota del Parlamento europeo

«Alla luce delle indagini giudiziarie in corso da parte delle autorità belghe, la Presidente Roberta Metsola ha deciso di sospendere con effetto immediato tutti i poteri, compiti e le deleghe di Eva Kaili nella sua qualità di vicepresidente del Parlamento europeo».

E continua: «faremo tutto il possibile per aiutare il corso della giustizia e coopereremo pienamente con tutte le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie pertinenti».

L’accusa

La procura di Bruxelles dichiara che un Paese del Golfo ha tentato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo Versando ingenti somme di denaro o offrendo regali di grande entità a terzi che ricoprono posizioni politiche o strategiche di rilievo all’interno del Parlamento europeo».

Le accuse sono quelle di corruzione, criminalità organizzata e riciclaggio di denaro.

Eva Kaili, nata a Salonicco il 26 ottobre 1978, membro del Movimento Socialista Panellenico, è entrata all’Europarlamento nel 2014. Anche lei pare direttamente coinvolta nello scandalo.

Eva Kaili e il suo discorso sul Qatar

L’agenzia di stampa Agi ha riportato un intervento di Kaili nella plenaria di novembre in cui difendeva in aula i progressi del Qatar nell’ambito dei diritti. «Oggi i Mondiali in Qatar sono la prova, in realtà, di come la diplomazia sportiva possa realizzare una trasformazione storica di un paese con riforme che hanno ispirato il mondo arabo. Io da sola ho detto che il Qatar è all’avanguardia nei diritti dei lavoratori. Nonostante le sfide che persino le aziende europee stanno negando per far rispettare queste leggi, si sono impegnati in una visione per scelta e si sono aperti al mondo. Tuttavia, alcuni qui stanno invitando per discriminarli. Li maltrattano e li accusano di corruzione chiunque parli con loro o si impegni nel confronto. Ma comunque, prendono il loro gas. Tuttavia, hanno le loro aziende che guadagnano miliardi lì».

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