Un tappeto nero di 1834 ettari. Questa è l’impronta lasciata dal fuoco sulla provincia di Caserta, un dato aggiornato al 15 ottobre che si staglia come una delle macchie più estese sulla cartina degli incendi boschivi italiani. A scattare la fotografia di un patrimonio ambientale in grave sofferenza è Legambiente che, nell’ambito dell’ottavo Forum Foreste di Roma, ha dipinto un quadro allarmante per l’intera Regione Campania. Leggi qui per approfondire.
Provincia di Caserta e incendi boschivi: una pericolosa tendenza
Non si tratta di un’annata isolata, ma di una pericolosa tendenza in crescita. Nel corso dell’anno appena trascorso, la Campania ha infatti registrato un incremento del 13% nel numero di incendi boschivi, con le fiamme che hanno divorato una superficie complessiva di 6.129 ettari. Una ferita aperta sul territorio, che assegna una triste maglia nera, in termini di estensione bruciata, alla provincia di Salerno (1.929 ettari), seguita appunto da Caserta, con i suoi 1.834 ettari in fumo, e da Napoli, con 1.392 ettari devastati.
Ma dietro queste cifre, che parlano di ecosistemi cancellati e biodiversità perduta, non si nasconde solo la mano della negligenza o della siccità. Durante il Forum è stato posto un inquietante riflettore sull’altro grande nemico dei boschi: gli interessi delle ecomafie. L’ultimo Rapporto Ecomafia fornisce numeri che fanno riflettere: nel 2024, in Italia, le forze dell’ordine – dai Carabinieri forestali ai Corpi forestali regionali – hanno contestato ben 3.239 reati legati agli incendi boschivi e alla vegetazione. In questo drammatico scenario nazionale, la Campania si colloca al terzo posto della classifica della illegalità, dopo Calabria e Puglia, con 391 reati accertati. Un dato in netta crescita, con un +9% rispetto al 2023, a cui corrispondono 38 persone denunciate (erano 28 l’anno precedente) e 5 arresti. A completare il quadro, 122 illeciti amministrativi e 125 sanzioni comminate.
L’allarme dalla provincia di Caserta rivolto al Governo
Di fronte a questa duplice minaccia, fatta di criminalità organizzata e di una crisi climatica che inaridisce i boschi, Legambiente ha lanciato un appello diretto al Governo Meloni, affinché si faccia protagonista di un cambio di passo. Dall’VIII Forum Foreste nasce una richiesta di azioni concrete per colmare i ritardi accumulati e allineare l’Italia agli obiettivi europei 2030 su foreste, clima e biodiversità.
Le proposte dell’associazione ambientalista poggiano su tre pilastri fondamentali e inderogabili: un impegno serrato nella lotta alla crisi climatica; un sistema organico di contrasto e prevenzione degli incendi, basato su una governance dei rischi efficace e su una pianificazione del paesaggio forestale che vada oltre l’emergenza; e, non da ultimo, la piena e non più rinviabile applicazione della Strategia Nazionale sulla Gestione Forestale. Solo un impegno corale e determinato potrà spegnere non solo le fiamme, ma anche gli interessi criminali che da esse traggono profitto.



















