Quando si parla di reati ambientali (o ecoreati), ci si riferisce ad un “un comportamento idoneo a mettere in pericolo o a ledere l’ambiente“. In Italia, la legge n. 68 del 2015 ha introdotto di fatto nuovi delitti ambientali nel codice penale inserendo reati specifici legati alla tutela ambientale, rafforzando così la capacità di contrastare efficacemente i crimini contro l’ambiente. Nonostante gli sforzi per tutelare l’ambiente, i reati contro l’ecosistema continuano a rappresentare una grave minaccia in Italia. Nell’ultimo anno, il Paese ha visto un preoccupante aumento dei crimini ambientali, con cifre che indicano una vera e propria emergenza.
Reati ambientali in Italia, uno sguardo ai dati
+30%. Questa l’allarmante crescita del numero dei reati ambientali nel nostro Paese rispetto al 2022. Già lo scorso anno le statistiche avevano rilevato delle criticità. Secondo il rapporto annuale “Mare Monstrum“, dossier annuale sull’illegalità ambientale sul mare e sulle coste pubblicato da Legambiente, nel 2023 sono stati infatti accertati dalle forze dell’ordine ben oltre 20.000 reati ambientali, con un incremento del 29,7% rispetto al 2022. E nonostante la disperata lotta alla sensibilizzazione sul tema delicato della tutela ambientale, il 2024 ci ha regalato un’ulteriore crescita catapultando il nostro paese in un vero e proprio codice rosso.
In cosa consistono questi famosi reati ambientali? Ecco, essi spaziano dall’illegalità legata al ciclo del cemento (ndr abusivismo edilizio), che ha registrato oltre diecimila reati, con un aumento dell’11,2% rispetto all’anno precedente, al ciclo illegale dei rifiuti e l’inquinamento marino, che hanno segnato un preoccupante +60%, con oltre 6.000 infrazioni. Ancora, la pesca illegale, con quasi cinquemila reati, e le infrazioni legate alla nautica da diporto, vale a dire quella effettuata a scopo puramente sportivo o ricreativo. Oltre la metà dei crimini elencati è concentrata in quattro regioni italiane tradizionalmente influenzate dalla presenza della criminalità organizzata: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.
Come invertire la rotta?
Legambiente sottolinea la necessità di affrontare con decisione il problema dell’abusivismo edilizio, accelerando la demolizione degli edifici costruiti illegalmente, anche con il sostegno finanziario ai Comuni che attuano le ordinanze di demolizione. L’associazione richiama anche l’attenzione sulla necessità di migliorare la depurazione delle acque, investendo in infrastrutture fognarie adeguate e gestendo in modo più efficiente i reflui. Un’attenzione particolare deve essere rivolta al riciclaggio dei rifiuti, promuovendo la creazione di un sistema più sostenibile che incentivi il riutilizzo dei materiali. Invita, infine, il nostro Paese ad allinearsi alle linee guida europee e agli obiettivi del Green Deal per frenare una situazione di estremo disagio che investe le meravigliose coste italiane.



















