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Il 17 maggio un incontro virtuale contro l’Omo-Lesbo-Bi-Trans-Fobia

Redazione Informare 15/05/2020
Updated 2020/05/15 at 9:35 PM
5 Minuti per la lettura
Domenica 17 maggio alle ore 19:00, sulla piattaforma Zoom, ci sarà un incontro aperto in occasione della Giornata mondiale contro l’Omo-Lesbo-Bi-Trans-Fobia.

A tale incontro, dedicato alla memoria di Ciro Ricco, parteciperanno le associazioni Apple Pie, Oltre le nuvole e l’arcobaleno, Brothers&Sisters LGBT+ e Ischia LGBTQ+, per condividere racconti e storie. Storie di vita. Storie di esclusione. Storie di paura.

La paura nasce dalla non apertura, dalla non conoscenza. Non è una questione d’istruzione. Ciò che non rientra o che può sconvolgere i nostri schemi ordinari ci spaventa. E quando qualcosa ci spaventa tendiamo ad allontanarlo, ad escluderlo.

La storia ci insegna: i manicomi sono stati i più grandi strumenti istituzionalizzati e comunemente accettati d’allontanamento, d’esclusione. Al loro interno ci finivano molto spesso persone: figli non voluti, disabili, extracomunitari, omossessuali. I manicomi sono stati una delle più grandi vergogne che l’essere umano abbia creato. In manicomio non ci finivano solo i matti, ci finiva tutto ciò che non era comunemente accettato dalla società.

Per finire in manicomio non ci voleva molto: la segnalazione di un medico, spesso compiacente, o una denuncia all’autorità giudiziaria. In questo modo la famiglia, o chiunque altro, si toglieva dai piedi figli, parenti illegittimi o rivali scomodi. Bastava dare fastidio a qualcosa o a qualcuno e con i giusti accorgimenti da parte di chi si considerava leso si veniva facilmente internati. Essere internati voleva dire essere sottoposti sistematicamente ad un regime di Stato legale, brutale e violento. Alcuni dati possono rendere bene l’idea: il personale sanitario che lavorava all’interno dei manicomi i più delle volte veniva scelto in base alla forza fisica. I primi anticoncezionali sono stati testati proprio nei manicomi.

Il 17 maggio del 1990, l’Organizzazione Mondiale Della Sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali e da allora amare una persona dello stesso sesso è considerata una “variante naturale del comportamento umano”. Dopo trent’anni, il 17 maggio è ancora visto come un giorno di commemorazione per la comunità LGBTQ.

L’esclusione e a volte la violenza, nascono dal non rispetto, dalla paura di tutto ciò che razionalmente non rientra nei nostri canoni.

Il momento che stiamo vivendo ci deve far riflettere. L’isolamento forzato, conseguenza del diffondersi del Covid-19, ha cambiato molte cose e ha inasprito alcune dinamiche: immaginate cosa vuol dire condividere ventiquattr’ore al giorno con delle persone che non vi accettano, che non vi rispettano, che vi usano violenza, la stessa casa: è un inferno, un dramma, che nessun essere umano dovrebbe essere costretto a vivere.

Spesso chi è vittima di discriminazione o violenza è il nostro vicino, il commesso che ci porge la spesa, la persona che ci pulisce casa; è l’altro che vediamo tutti i giorni, che sta a un passo da noi. Parlare molto spesso non è facile. Soprattutto quando si crede che la violenza fisica e verbale che si subisce sia una propria colpa. Per affrontare correttamente tali dinamiche non solo oggi, ma sempre, è utile fare cultura, parlare. Il problema si può risolvere estirpandolo alla radice: combattendo lo stigma, la paura del diverso, stimolando e creando conoscenza.

Incontri come questi sono preziosi perché permettono a tutti di avvicinarsi, d’ascoltare, a prescindere dalla propria idea. La conoscenza combatte la paura. Combattere la paura molte volte vuol dire abbattere la violenza. Ospiti dell’incontro saranno Sofia Mehiel La Papessa del direttivo Mit e Padre Emiliano Morici, Sacerdote della Chiesa Cattolica Apostolica di Cristo, una Chiesa libera per persone libere, al fianco del mondo LGBTQ+.

L’incontro è aperto a tutti, per parteciparvi, bisognerà scaricare il programma Zoom (https://zoom.us/freesignup/) e connettersi attraverso il codice di identità del meeting: 852 9221 3777 e poi inserire la password: applepie20

di Grazia Martin

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