Uscito a maggio, Il Traditore di Marco Bellocchio sembrerebbe l’ennesima capitalizzazione sul sempreverde filone mafioso con un “nome eccellente” come protagonista: Tommaso Buscetta, il primo pentito (interpretato da Pierfrancesco Favino).

Invece, “Il traditore” di Bellocchio si dimostra di essere qualcosa di più: una storia di bugie.

La vita di Tommaso Buscetta si fonda sulle bugie: bugie che l’amico e boss Stefano Bontate gli racconta rassicurandolo che tra Palermo e Totò Riina ci sarà pace, poco prima di essere ucciso dai sicari di Riina; bugie che racconta alla moglie Maria, facendole credere di essere un uomo onesto mentre in realtà è un trafficante di eroina.

La bugia con cui apre l’interrogatorio con Giovanni Falcone (interpretato da Fausto Russo Alesi), proprio quella di non aver mai trafficato droga.

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Ma la bugia più grande di Buscetta è quella che condivide con gli altri pentiti (incarnati dal Totuccio Contorno di Luigi Lo Cascio), quella di dover parlare della mafia perché è ‘cambiata’, perché l’eroina ha rimpiazzato la vecchia e nobile mafia con il sanguinario Riina.

Ma è proprio Falcone durante l’interrogatorio a smontare questa bugia, ricordandogli che atroci delitti sono stati parte integrante della mafia ben prima della droga, e demolendo la sua affermazione di non aver mai ammazzato nessuno.

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Eppure Buscetta non confessa mai. Non sembra mai “pentirsi” veramente dei propri crimini, anche quando le sue bugie vengono esposte, e quando l’avvocato di Andreotti (che Buscetta denuncia come parte della trattativa Stato-mafia) lo smonta come un bugiardo che ha mentito persino a Falcone, cerca di coprirsi senza ammettere la verità.

In sintesi, questo smonta la stella di Buscetta come “superpentito”.

Non ci presenta né un traditore né un eroe, ma solo un uomo con i propri limiti. Un criminale che ha tentato di concludere la sua vita facendo qualcosa di buono…ma che non ha mai accettato responsabilità per i suoi crimini.

Il film tuttavia lo fa, nei suoi ultimi minuti: quando Buscetta muore di morte naturale, ci mostra un suo flashback.

Il flashback lo mostra compiere un omicidio che ha negato a Falcone, quello di un uomo che si era sempre fatto scudo con il proprio figlio, appena il suddetto figlio allontana. Buscetta uccide l’uomo a sangue freddo e fugge nella notte, lasciando il film a squarciare, finalmente, il velo di menzogne che si è sempre portato dietro anche nel suo servizio allo Stato.

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di Lorenzo La Bella

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