Mai come negli ultimi tempi gli sport da contatto hanno subìto una dura battuta d’arresto per due principali motivi: il covid e la stigmatizzazione che questi ultimi hanno subìto, venendo ridotti a palestre di violenza e cattiveria. Giulio Coppola, invece, sa benissimo che dietro una disciplina come il pugilato esiste un’elegante mentalità che insegna rigore e sacrificio. Questi valori, di certo, hanno la necessità impellente di entrare a far parte dei giovani di questo territorio, ragazzi che probabilmente, hanno avuto a che fare con la realtà nel modo meno sano possibile. Oggi Giulio impegna risorse mentali, fisiche ed economiche per aprire una palestra che fungerà da porto sicuro per tutti quei ragazzi che hanno voglia di cambiare.
Chi è Giulio Coppola?
«Giulio Coppola è nel settore dal 1988, è una persona che sogna una riqualifica sociale su questo territorio ed è per questo che ho deciso di aprire una mia palestra proprio qui, a Pinetamare. Per adesso vanto l’allenamento privato di un ragazzo che abita a Via Porchiera, Jeffery Steven, e che ha debuttato a Marcianise. È un ragazzo che è stato in nazionale e che ha fatto anche due incontri internazionali dal quale è uscito imbattuto, insomma, uno sul quale nutro molte speranze».
Tra quanto tempo verrà inaugurata la palestra?
«Se tutto va bene per l’inizio di giugno. Da parte della comunità di Castel Volturno c’è una grande positività per questo progetto, già tantissimi ragazzi mi hanno contattato chiedendomi informazioni in merito. Per fortuna molte realtà del territorio sono anche disposte a sostenerci economicamente con gli sponsor, dal momento che la boxe suscita ancora grande fascino nell’immaginario collettivo».
Quali motivi ti hanno spinto ad intraprendere questo progetto?
«Sai fuori casa è difficile vincere, Assistendo agli incontri e alle iscrizioni dei ragazzi che seguivo privatamente mi sono reso conto che c’è molta politica dietro lo spirito sano di questo sport. La mia intenzione sarebbe quella di fare circa sei incontri pubblici ogni anno, il tal modo si creerebbe una grande cultura pugilistica sul territorio».
Questo è un territorio difficile, cosa puoi insegnare ai ragazzi di Castel Volturno?
«Non sono io ad insegnare, lo fa lo sport. Lo spirito di sacrificio e la costanza sono solo alcuni dei valori positivi che ti insegna la boxe. Il pugilato è uno sport che pretende tantissimo, al punto da diventare più uno stile di vita che una semplice disciplina. Purtroppo oggi il pugilato viene compromesso molto da una cultura cinematografica troppo brutale. Mi capita di vedere ragazzi che non solo migliorano a livello psicofisico ma anche didattico, riuscendo a raggiungere migliori risultati a scuola grazie alla disciplina che la boxe gli impartisce».
di Giuseppe Spada



















