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Il PM Maresca in visita alla sede di Officina Volturno e di Informare

La nostra redazione, in occasione degli auguri di Natale, ha incontrato il PM Catello Maresca, con cui vanta un rapporto e un’amicizia duratura. È stata un’occasione di confronto con i giovani della redazione e con i tanti invitati, tra cui il Sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella, con numerosi argomenti di discussione inerenti a problematiche territoriali e nazionali.

Dott. Maresca, in Campania si contano centinaia di beni confiscati alla camorra inutilizzati e abbandonati. Come si potrebbe risolvere questa problematica?

«I beni confiscati sono una risorsa e devono essere gestiti come tale. In merito, il messaggio che deve trasmettere lo Stato deve essere legato alla reale lotta alla criminalità organizzata. Oggi gestire la macchina amministrativa è complicatissimo, ma questi beni dove ci sono e dove possono essere utilizzati, vanno inseriti nell’ambito di una progettualità seria e complessiva. Quando lo Stato li acquisisce, deve già sapere la destinazione e deve investire per metterli a regime, per gestirli e tutelarli. Poi bisogna fare le rispettive valutazioni, perché spesso i beni sono devastati e inutilizzabili e servono più soldi per aggiustarli che per ricostruirli.
Io da sempre sostengo di mettere in vendita e monetizzare quelli che non possono essere utilizzati, ma questo è un discorso a parte che non spetta ai comuni. Va elaborata anche una programmazione pluriennale sulla loro gestione, prendendo come obiettivo primario l’utilità sociale, perché sono beni della collettività».

Marta Cartabia è stata recentemente eletta come prima donna Presidente della Corte Costituzionale e sappiamo che la magistratura sta beneficiando di grandi forze femminili. Cosa pensa in merito?

«Questo è stato un segnale importante. Se guardo al Tribunale e al Procuratore di Santa Maria Capua Vetere e al Presidente di Napoli Nord, mi accorgo che la magistratura sta diventando sempre più donna. Questo non può che essere un bene per l’apporto di sensibilità e di capacità che le colleghe riescono a portare. Ci è voluto tanto, se pensiamo che 40 anni fa la magistratura era preclusa alle donne. Sono passi in avanti fondamentali, anche se sono convinto che il peso che ricada sulle donne sia sempre maggiore, perché non devono mai abbandonare il ruolo di mamma, moglie o compagna che rappresenta il collante della famiglia».

Cosa ne pensa del momento socio-politico che stiamo vivendo?

«Credo che stiamo vivendo un momento propizio. Si sta finalmente sviluppando una coscienza civica che spero sia accompagnata da competenza, perché altrimenti questi impulsi positivi si esauriscono senza sostanza alla base.
Non mi è mai piaciuta una politica urlata e fatta di proclami, perché non si concretizza e fa emergere tutte le lacune possibili. Una politica seria cerca di risolvere i problemi ed è al servizio della gente. Io faccio politica anche da magistrato, ovviamente una politica di impegno sociale e civico, con l’Associazione Arti e Mestieri che costituisce un impegno concreto e attivo.
Visto che ci sono tante difficoltà, che le norme sono complicate e che la macchina burocratica è quasi impossibile da rodare, c’è bisogno di far entrare in politica persone specializzate e competenti e servirsi di tecnici, perché il loro apporto serve per concretizzare i progetti seri della politica. Soprattutto, si deve recuperare la capacità prospettica e riconoscere che il merito di un risultato lo potrà conseguire paradossalmente anche un successore, perché altrimenti non si tratta più di politica, ma di affari e di interesse personale».

 

La Redazione

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°201 – GENNAIO 2020

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