La soglia dell’irresponsabilità politica e amministrativa continua a macinare nuovi record a Castel Volturno. Un Comune il cui sindaco, Pasquale Marrandino, ha su di sé quattro indagini, tre per corruzione e una per voto di scambio.
Tra le indagini vi è anche l’affidamento dell’incarico di DEC (Direttore esecutivo del contratto) per il servizio rifiuti.
Ebbene, in una situazione tanto delicata ci si aspetterebbe che tutto venisse richiamato all’ordine della massima trasparenza. Al netto della presunzione d’innocenza, gli amministratori pubblici, in casi del genere, dovrebbero fare di tutto per fugare qualsiasi possibile zona d’ombra, soprattutto quando in alcune delle indagini si parla di un passaggio di denaro tra il sindaco e l’ingegnere che aveva beneficiato dell’incarico di DEC.
Invece, a Castel Volturno, non solo si è proceduto al ritiro dell’incarico finito all’attenzione degli inquirenti, ma si è arrivati a un nuovo affidamento omettendo il nome dell’azienda incaricata. Se si scarica dall’albo pretorio la determina di affidamento, si scopre infatti che il nome del nuovo DEC per il servizio rifiuti è “Omissis”. Un “soggetto” a cui i dirigenti comunali fanno ormai spesso ricorso.
Il nuovo DEC per i rifiuti è un’azienda che ha ovviamente un amministratore unico responsabile del contratto, ma il cui nome è stato oscurato. Eppure parliamo di un’azienda che incasserà quasi 29 mila euro provenienti dalle tasche dei cittadini castellani.
Ma com’è possibile fare una scelta del genere? Com’è possibile che non si garantisca la massima trasparenza a fronte di un settore attenzionato da un’ipotesi di corruzione proprio sul medesimo affidamento? Che motivo c’è di omettere il nome del nuovo incaricato?
A firmare l’atto è il geom. Rosario Marfella, nuovo RUP subentrato a Francesco Pirozzi. Dalle verifiche abbiamo notato un ricorso alla dicitura “omissis” anche con riguardo ai nominativi dei beneficiari di altri affidamenti. L’ultimo caso riguarda un’azienda da cui il Comune ha noleggiato un furgone per una cifra vicina ai 5 mila euro.
Attenzione, la questione non è di regolarità tecnica. Ma bisogna dire che, sul piano della trasparenza dei contratti pubblici, il quadro normativo va in un’altra direzione. L’art. 28 del d.lgs. 36/2023 prevede infatti che, ai fini della trasparenza, facciano fede i dati trasmessi alla BDNCP e indica espressamente tra quelli pubblicati anche l’aggiudicatario e l’importo di aggiudicazione.
Qui, invece, il nome dell’aggiudicatario manca sia nella fase istruttoria, sia nella richiesta su MEPA, sia nel dispositivo finale. Per conoscere nel dettaglio queste specifiche si può ricorrere a una richiesta di accesso agli atti, anche se, quando ci proviamo, l’ente sceglie di ignorarci. Basti pensare che attendiamo da sei mesi una risposta all’accesso agli atti presentato per conoscere i progetti approvati e finanziati riguardo al waterfront.
Quindi, cari dirigenti e amministratori, perché scegliere di omettere i nomi degli aggiudicatari di affidamenti diretti in un contesto in cui si dovrebbe garantire ancora più trasparenza? Quando gli amministratori di Castel Volturno spingeranno per una gestione e una comunicazione cristalline? Non si tratta di ipotesi di reato o di irregolarità, ma di opportunità politica, di fronte a un contesto investigativo che ha gettato ombre e che rischia soltanto di infittirle.
Il nome secondo la nostra ricerca
Alcune volte non riusciamo a risalire agli “omissis” descritti, ma nel caso del DEC per il servizio rifiuti le nostre ricerche portano a ritenere che si tratti dell’ing. Gaetano Vitiello, ex dipendente comunale di Castel Volturno.




















Stanno giocando con il fuoco speriamo che nessuno si bruci
Mi chiedo, come mai tanto accanimento! A castel Volturno siamo stati con la merda che ci inondava ,montagne di spazzatura ovunque, ed ora che finalmente si vede un po’ di luce ci si accanisce con chi sta al comune.
Mettete sul tavolo, le trasparenze amministrative del passato e poi ne parliamo.